Vidal, la profezia su Conte: «Alla Juve vale 100 milioni»
L’ex bianconero indica nell’allenatore salentino la chiave per rilanciare il club e annuncia il desiderio di tornare un giorno sulla panchina juventina.
Arturo Vidal non ha dubbi: per riportare la Juventus ai vertici servono personalità, qualità e una guida capace di ricostruire una mentalità vincente. L’ex centrocampista bianconero, oggi al Colo Colo, vede in Antonio Conte l’uomo ideale per riaccendere l’ambizione del club e immagina per sé un futuro da allenatore proprio a Torino.
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Conte resta il grande riferimento
Secondo Vidal, Conte appartiene alla ristretta cerchia dei tecnici più importanti del calcio mondiale, insieme a Guardiola e Ancelotti. L’ex juventino attribuisce al tecnico salentino una preparazione tattica superiore, oltre alla capacità di trasmettere ai giocatori energia, fiducia e una disponibilità totale al sacrificio.
«Conte è un allenatore straordinario, il migliore in assoluto a livello tattico», ha detto Vidal parlando del possibile ritorno dell’allenatore alla Juventus. A suo giudizio, il peso di Conte sul rendimento di una squadra è paragonabile a quello di un fuoriclasse da cento milioni di euro, ma anche un tecnico di questo livello avrebbe bisogno di una rosa forte e affamata.
Il cileno ha ricordato anche un episodio vissuto durante una tournée a Miami. Dopo aver concesso una serata libera alla squadra, Conte aveva fissato per le 8 del mattino l’allenamento successivo. Vidal arrivò con dieci minuti di ritardo e gli occhiali da sole, provocando la rabbia dell’allenatore, che lo costrinse a una seduta particolarmente dura. Nonostante la notte quasi insonne, il centrocampista si mise davanti al gruppo durante la corsa.
La Juve deve cambiare passo
Per Vidal, il sesto posto conquistato dalla Juventus nella stagione precedente rappresenta un risultato insufficiente, indipendentemente da chi sieda in panchina. L’ex giocatore bianconero si aspetta una reazione soprattutto dal club e sostiene che la scelta del tecnico debba essere accompagnata da un progetto di gioco chiaro e da calciatori dotati di carattere.
La crescita di Inter e Napoli ha contribuito a rendere più competitivo il campionato italiano, ma secondo il cileno la Juventus non può rinunciare all’obiettivo di tornare a dominare in Serie A. La sua ex squadra, ha spiegato, deve costruire un gruppo capace di lottare per i trofei e non soltanto di puntare a una buona posizione in classifica.
Vidal ha poi ridimensionato il confronto con McKennie. L’americano può avere alcune caratteristiche simili alle sue, ma il cileno rivendica un profilo difficile da sovrapporre a quello di altri centrocampisti: recupero palla, inserimenti, corsa, gol e disponibilità in ogni zona del campo erano gli elementi distintivi del suo modo di giocare.
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Il legame con Torino non si spezza
Nonostante il passare degli anni, Vidal considera ancora la Juventus il club a cui è più affezionato. A Torino ha condiviso una fase ricca di successi e conserva un rapporto speciale con i tifosi e con i compagni di squadra; anche l’Italia occupa un posto importante nei suoi ricordi, perché lì sono cresciuti i suoi figli.
Il cileno non esclude un ritorno, ma in una veste diversa. Ha spiegato che vorrebbe diventare allenatore della Juventus in futuro, mentre oggi continua a sentirsi motivato a giocare. Il cambio di ruolo, con l’arretramento in difesa, gli ha permesso di prolungare la carriera e di trovare una nuova dimensione in campo.
A 39 anni Vidal conta 27 trofei e punta a raggiungere quota 30 prima di ritirarsi. Le critiche ricevute lontano dal terreno di gioco, ha sottolineato, non cambiano il giudizio che dà di sé: sostiene di essersi allenato per tutta la vita ad alto livello, con una mentalità competitiva costruita fin da bambino e senza rimpianti per le scelte compiute.
Il confronto con l’Inter
Vidal ha riconosciuto il valore di Simone Inzaghi, ma nella sua graduatoria personale Conte resta davanti a tutti. A suo parere, il sistema di gioco adottato all’Inter dopo l’arrivo di Inzaghi ha mantenuto diversi riferimenti del lavoro costruito dal tecnico salentino, compreso il 3-5-2.
Dopo la separazione da Conte, il cileno racconta di aver trovato meno spazio di quanto avrebbe desiderato. Nonostante questo, non rinnega l’esperienza nerazzurra: con l’Inter ha conquistato trofei e considera comunque positiva quella parentesi della propria carriera.
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