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Sport 2 min di lettura5 giorni fa

Vavassori, tre nazionali possibili e un posto da conquistare: il caso Palermo

Il giovane del Palermo sta emergendo in Serie B dopo la formazione nell’Atalanta, mentre le sue origini gli lasciano aperte tre strade internazionali.

A Palermo il nome nuovo è quello di Dominic Vavassori, attaccante classe 2005 che ha trasformato il primo assaggio di Serie B in un’occasione concreta. Tre gol nelle prime uscite gli hanno consegnato la maglia numero 9 e un ruolo da titolare, nonostante la presenza di giocatori esperti come Pohjanpalo e Gabrielloni.


Palermo ha trovato il suo nove

Pippo Inzaghi lo sta utilizzando con continuità e il rendimento del ragazzo sta dando ragione alle scelte dell’allenatore. Vavassori può agire alle spalle della punta oppure spostarsi sugli esterni: la tecnica nello stretto e la capacità di attaccare gli spazi sono tra le qualità che lo stanno rendendo protagonista nella squadra rosanero, oggi in testa al campionato.

Il salto dalla Serie C alla cadetteria non ne ha frenato la crescita. Dopo una prima parte di carriera vissuta nell’orbita dell’Atalanta, il giovane bergamasco sta dimostrando di poter reggere ritmi e responsabilità maggiori, con l’obiettivo di arrivare presto anche al massimo campionato.


Dalla Tritium alla vetrina nerazzurra

La formazione di Vavassori è cominciata nella Buraghese, dove il padre Luciano, originario del Brasile e adottato da una famiglia bergamasca, svolgeva il ruolo di allenatore. In seguito è arrivato alla Tritium di Trezzo d’Adda, prima del passaggio all’Atalanta: proprio in un’amichevole disputata a Zingonia, una doppietta contro i coetanei nerazzurri contribuì a metterlo in evidenza.

Con l’Under 23 atalantina ha raggiunto la doppia cifra: quattordici reti due anni fa e otto nella stagione successiva, accompagnate dalla qualificazione ai playoff promozione. Gian Piero Gasperini lo ha inoltre fatto debuttare in più occasioni in Serie A, mentre il percorso nelle giovanili azzurre gli ha permesso di segnare con l’Under 20 e di affacciarsi all’Under 21.

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Tre passaporti, una scelta aperta

Le origini familiari rendono il futuro internazionale ancora da definire. Vavassori possiede infatti il passaporto italiano, quello brasiliano legato alla storia del padre e quello polacco della madre; sul piano tecnico, invece, può ricoprire diversi ruoli dalla trequarti in avanti.

La sua struttura fisica non è mai stata considerata dominante, ma questa caratteristica non gli ha impedito di imporsi. A compensare ci sono il dribbling, i tempi d’inserimento e la rapidità con cui riesce a superare il diretto avversario.


L’Italia osserva la nuova leva

Roberto Mancini segue con attenzione la crescita del giocatore, che potrebbe rientrare tra i convocati della Nazionale maggiore nelle prossime occasioni. La concorrenza comprende altri giovani già monitorati dal commissario tecnico, tra cui Francesco Camarda, Alphadjo Cissè, Luca Koleosho e Antonio Raimondo, attualmente coinvolti nel percorso dell’Under 21 guidata da Silvio Baldini.

Fuori dal campo, Vavassori continua a mantenere un legame stretto con Ornago e con la Buraghese, dove spesso partecipa alla festa del paese insieme agli altri ragazzi della leva 2005. Nella sua famiglia anche la sorella Isabel è impegnata nel calcio: dopo gli inizi nella danza, è diventata capitano dell’Under 14 femminile dell’Atalanta.

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