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Sport 2 min di lettura57 min fa

United, Carrick sfida la pressione: il ritorno che cambia tutto

Alla vigilia della sfida di Champions contro il Como, il tecnico del Manchester United allontana i dubbi sul futuro e riabbraccia De Ligt dopo 11 mesi

Michael Carrick non considera in discussione il proprio incarico, ma sa che il Manchester United deve invertire rapidamente la rotta. Dopo appena 7 punti conquistati nelle prime 7 giornate di Premier League, l’allenatore ha parlato alla vigilia della partita di Champions League contro il Como, soffermandosi anche sul recupero di Matthijs de Ligt.

Il difensore olandese torna infatti tra i convocabili a distanza di 11 mesi dall’ultima presenza. Una notizia importante per una squadra che dovrà comunque rinunciare a Martinez, Mainoo, Rashford, Shaw e Sesko.

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Carrick non teme il suo futuro

In conferenza stampa, Carrick ha respinto l’ipotesi di aver bisogno di garanzie da parte della società. «Non ho bisogno di rassicurazioni sulla mia posizione», ha affermato, spiegando di conoscere con chiarezza le responsabilità legate al suo ruolo.

Il tecnico ha riconosciuto che i risultati dovranno migliorare per riportare serenità nell’ambiente. A suo giudizio, alcune partite sono state condizionate da episodi sfavorevoli, ma la priorità resta conquistare vittorie e rendere più stabile il cammino dello United.


Il ritorno di De Ligt pesa

L’assenza di cinque elementi limita le scelte a disposizione dell’allenatore, che non sembra però preoccupato dall’allerta meteo e dall’eventualità di un rinvio della gara. Il recupero di De Ligt rappresenta il principale motivo di fiducia alla vigilia dell’impegno in Italia.

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«È molto bello riaverlo disponibile, sono 11 mesi che è fuori», ha detto Carrick, ricordando il lavoro svolto dal difensore durante la lunga pausa. L’allenatore ha aggiunto che il gruppo è felice di poter contare nuovamente su di lui.


Rispetto per il progetto Como

Carrick ha espresso apprezzamento per la crescita del Como e per la rapidità con cui il club ha consolidato il proprio progetto. Ha inoltre riconosciuto a Cesc Fabregas idee di gioco ben definite, pur distinguendo il valore avuto dall’ex centrocampista in campo dalla necessità di dimostrare le proprie qualità anche in panchina.

Il tecnico inglese ha quindi evitato di entrare nel merito delle recenti parole di Erik ten Hag, che aveva descritto come tossico l’ambiente dello United. Carrick ha considerato quelle valutazioni una posizione personale dell’ex allenatore e ha ammesso che la squadra avrebbe potuto fare meglio, soprattutto in una fase in cui l’assenza di giocatori pienamente disponibili rende più difficile esprimere il calcio desiderato.

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