Tripletta e 4-1: Inzaghi racconta il Zidane che cambiava le partite
L’ex attaccante ripercorre gli anni alla Juventus e sceglie la sfida di Kiev del 1998 per spiegare l’intesa speciale con il fuoriclasse francese.
Una tripletta, un successo per 4-1 e due reti nate dai piedi di Zinedine Zidane: per Filippo Inzaghi, la trasferta di Kiev del 1998 è l’immagine più efficace di cosa significasse avere il francese alle spalle. L’ex attaccante, oggi allenatore del Palermo, ha rievocato alla Gazzetta dello Sport gli anni vissuti insieme alla Juventus, dal 1997 al 2001.
Nel racconto di Inzaghi emerge soprattutto la sintonia costruita in campo. Per chi giocava da centravanti, ha spiegato, la presenza di Zidane rappresentava un vantaggio enorme: spesso era sufficiente un movimento corretto perché il compagno comprendesse subito l’azione e trovasse la soluzione migliore.
La qualità che sembrava naturale
Inzaghi ha indicato nella tecnica una delle doti più evidenti di Zidane, ma ha posto l’accento su un’altra caratteristica: la capacità di rendere semplici anche i gesti più complessi. Il francese riusciva a leggere in anticipo lo sviluppo dell’azione e a servire l’attaccante nel momento più utile.
«Per un attaccante sapere che alle spalle hai un compagno così è davvero un grande privilegio», ha ricordato Inzaghi. L’ex centravanti ha aggiunto che non lo ha sorpreso vedere Zidane affermarsi in seguito anche come allenatore, proprio per la sua naturalezza nel governare il gioco.
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Kiev resta il ricordo simbolo
Tra le tante partite condivise, Inzaghi ha scelto quella disputata a Kiev nel 1998. La Juventus arrivava dall’1-1 dell’andata e aveva bisogno di vincere: nel ritorno, il primo gol arrivò dopo un passaggio di Zidane che mise l’attaccante davanti alla porta.
Anche la seconda rete portò la firma indiretta del francese, autore del calcio d’angolo sfruttato da Inzaghi con un colpo di testa. L’italiano completò la serata con una tripletta e la squadra bianconera chiuse la sfida sul 4-1. Nel ricordo dell’ex attaccante, quella gara sintetizza meglio di ogni altra l’impatto di Zidane sui compagni.
Inzaghi ha citato anche Kakà tra i giocatori capaci di rappresentare un aiuto straordinario per un attaccante. Il filo conduttore, nel suo racconto, è la fortuna di aver condiviso lo spogliatoio con campioni in grado di creare occasioni con una giocata o con la semplice lettura di un movimento.
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