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Sport 3 min di lettura3 giorni fa

Totti compie 50 anni: l’amicizia con Mihajlovic e il vuoto dopo il calcio

Nel libro Oltre, Francesco Totti ripercorre gli anni più difficili, i rifiuti alla Roma e il legame con Sinisa Mihajlovic, fino alla serenità ritrovata.

«Un casinaro buono, Sinisa». Così Francesco Totti ricorda Mihajlovic nel libro autobiografico Oltre, scritto con Alessandro Alciato e pubblicato da Cairo. Quando il serbo arrivò alla Roma, il futuro Capitano aveva appena 16 anni e si trasformò nel suo autista improvvisato: lo aspettava all’Eur con un Booster 50 e lo accompagnava tra feste, amici e locali.


Il legame nato sulle due ruote

Mihajlovic, allora 23enne, non poteva guidare in Italia perché la sua patente non era riconosciuta. Totti racconta quelle trasferte in motorino come scene quasi surreali, con lui piegato sul manubrio e il compagno rannicchiato sul sellino posteriore. Il difensore serbo, arrivato dall’ex Jugoslavia, si stava ambientando in una realtà completamente nuova.

Il rapporto coinvolgeva anche la famiglia e l’ambiente di Trigoria. La madre di Totti apprezzava molto Mihajlovic e lo considerava una persona dal cuore buono; il ricordo è rimasto così forte che l’ex numero 10 segue ancora i risultati del Torino, squadra associata a un amico scomparso. Anche quando gli propose di raggiungerlo a Torino per giocare davanti alla difesa, Totti rifiutò con una battuta: «E che famo? Er circo?».


La fatica di vivere senza campo

Il passaggio alla vita normale fu tutt’altro che semplice. Totti racconta di aver attraversato, dopo il ritiro, una fase di smarrimento profondo: le giornate sembravano interminabili, le mattine iniziavano senza stimoli e la rilettura della lettera d’addio lo riportava alle emozioni del 28 maggio 2017, giorno della sua ultima partita all’Olimpico.

A restituirgli equilibrio sarebbe stato il padel, descritto come l’attività capace di occupare il tempo e rimettere ordine nei pensieri. Il calcio, invece, aveva lasciato un vuoto particolare proprio perché Totti aveva costruito tutta la propria identità attorno a un talento fuori dal comune, quello che gli aveva permesso anche di realizzare il celebre cucchiaio contro Van Der Saar nella semifinale dell’Europeo.

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Roma resta una scelta definitiva

Nel volume trova spazio anche la spiegazione dei no pronunciati negli anni successivi. Totti sostiene che la Roma abbia valorizzato la sua immagine senza affidargli un ruolo dirigenziale realmente incisivo. Non lo convinse neppure l’esperienza in una società di procuratori, ambiente nel quale dice di non essersi trovato a proprio agio perché non sapeva mentire.

Rifiutò inoltre proposte legate al cinema, un possibile incarico con Giovanni Malagò e il ritorno al calcio con Genoa o Como, quando aveva ormai 48 anni. La distanza dalla Capitale, del resto, era sempre stata un ostacolo: già da giovane aveva escluso il trasferimento al Nord e la Lazio non era mai stata un’opzione per la sua famiglia.


Il compleanno tra ricordi e serenità

La storia del tifoso che conservava l’abbonamento alla Roma ma lasciava lo stadio quando Totti non entrava in campo racconta meglio di molte definizioni il rapporto tra il giocatore e la città. Ancora oggi, secondo il libro, muoversi liberamente per Roma è complicato: appena viene riconosciuto, Francesco viene circondato dai sostenitori.

Il 27 settembre 2026 Totti raggiunge i 50 anni. Nato nel 1976, annata di riferimento per una generazione poi campione del mondo a Berlino trent’anni più tardi, oggi si descrive con ironia e senza rimpianti: «Ho cinquant’anni, le rughe, un po’ di pancetta. Mi guardo allo specchio e vedo un uomo felice, nonostante tutto».

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