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Targa Florio Classica 2026, il conto alla rovescia parte da Palermo

Dal 15 al 18 ottobre la rievocazione porterà 200 vetture tra Palermo, Trapani e Madonie, unendo competizione, memoria e territorio siciliano.

Palermo si prepara a riaccendere i motori della Targa Florio Classica: la partenza dell'edizione 2026 è fissata per giovedì 15 ottobre alle 18, da Piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo. In gara ci saranno 200 automobili, comprese alcune delle più prestigiose vetture del Ferrari Tribute to Targa Florio.

L'appuntamento, in programma fino al 18 ottobre, attraverserà luoghi legati alla storia dell'automobilismo siciliano. Il programma proporrà anche ospiti internazionali e una partecipazione significativa di collezionisti, in un evento che intreccia sport, cultura, turismo e tradizioni locali.

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La corsa che custodisce una memoria

La manifestazione celebra la competizione ideata da Vincenzo Florio nel 1906, considerata la gara automobilistica più antica del mondo. A 120 anni dal 6 maggio di quell'anno, la rievocazione conserva il legame con una vicenda che ha segnato l'identità della Sicilia e il rapporto dell'isola con l'innovazione tecnica.

Arte, letteratura, usanze e patrimonio enogastronomico fanno da sfondo a un appuntamento concepito come una vera macchina del tempo. L'Automobile Club d'Italia ha mantenuto vivo il marchio della corsa insieme all'Automobile Club Palermo, mentre la declinazione nel Campionato Italiano Assoluto Rally ne ha accompagnato la continuità agonistica, arrivata a 120 edizioni.


Due tappe tra storia e Madonie

Il tracciato supera i 600 chilometri e coinvolge le province di Palermo e Trapani. La prima giornata sarà dedicata al territorio trapanese e ai suoi siti archeologici; il secondo appuntamento condurrà invece gli equipaggi sulle strade delle Madonie, riprendendo il fascino del Grande Circuito delle Madonie.

Per la domenica è previsto anche un itinerario facoltativo nei dintorni di Palermo. Marco Rogano, coordinatore della Targa Florio Classica, ha illustrato la complessità del percorso e ringraziato in particolare ufficiali di gara, commissari di percorso e tutte le professionalità impegnate nell'organizzazione, che conta circa 200 persone.

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Palermo rilancia il suo patrimonio

La presentazione si è svolta a Villa Niscemi, nel Salone delle Carrozze, alla presenza di Alessandro Anello, assessore allo Sport del Comune di Palermo, dei vertici dell'Automobile Club d'Italia e dei responsabili dell'evento. Anello ha sottolineato il valore della manifestazione per la città, sostenendo che «con i suoi 200 equipaggi al via, con i suoi ospiti internazionali, con l'interesse dei collezionisti mondiali e il suo indotto è un evento di natura culturale, turistica e sportiva oltremodo significativa per la nostra comunità».

Il segretario generale dell'Automobile Club d'Italia, Annibale Ferrari, ha portato i saluti del presidente Geronimo La Russa, atteso per l'intera durata della manifestazione insieme ad altri ospiti stranieri. Nel suo intervento ha ricordato il rapporto storico tra l'ente e la corsa: «La Targa Florio non è una gara organizzata dall'Aci. La Targa Florio è l'Aci».


Il valore tecnico della rievocazione

Lo storico e scrittore Salvatore Requirez ha spiegato che una rievocazione efficace deve rispettare la natura dei progetti e delle strade che hanno costruito la leggenda dell'evento. Secondo la sua ricostruzione, Vincenzo Florio scelse tracciati complessi proprio per distinguere la corsa dai circuiti pianeggianti presenti sul continente.

Requirez ha inoltre evidenziato il ruolo della Targa nello sviluppo della tecnica automobilistica e il suo richiamo sui progettisti. Giovanni Moceri, plurivincitore della Targa Florio Classica, ha offerto a sua volta la propria testimonianza durante la presentazione. Ferrari ha infine richiamato l'impegno dell'Automobile Club d'Italia sulla sicurezza stradale e sulla diffusione della cultura dell'auto e della sua storia.

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