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Sport 1 min di lettura4 giorni fa

Taekwondo, la nuova apertura: nasce il settore tradizionale

La Fita avvia l’integrazione delle realtà finora escluse dal perimetro olimpico e punta a un modello comune per atleti, tecnici e società

Per il movimento italiano del taekwondo si apre una fase di integrazione tra esperienze finora rimaste separate. La Federazione italiana taekwondo ha infatti dato il via al percorso che porterà all’inserimento delle associazioni sportive non riconosciute nell’ambito olimpico attraverso la creazione del Settore tradizionale.

L’obiettivo indicato dalla Fita è ampliare le possibilità di partecipazione e riunire sotto una governance comune realtà differenti, senza cancellarne identità e storia. Il progetto riguarda in particolare le Asd affiliate Fitae-Itf e intende rafforzare anche la posizione dell’Italia nel panorama internazionale della disciplina.


Una governance per realtà diverse

Il confronto istituzionale si è svolto alla Scuola dello sport del Centro di preparazione olimpica “Giulio Onesti” di Roma. In quella sede il presidente federale Angelo Cito ha incontrato le associazioni interessate, avviando il dialogo sul nuovo assetto organizzativo.

La prospettiva presentata dalla federazione non riguarda soltanto la struttura interna. Il modello dovrebbe offrire occasioni più ampie a chi pratica il taekwondo, coinvolgendo atleti, tecnici e società e mettendo in relazione le diverse espressioni della disciplina con la sua dimensione olimpica e paralimpica.

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Cito guarda alle nuove generazioni

Nel suo intervento, Cito ha definito l’iniziativa l’inizio di un passaggio importante per il taekwondo nazionale: “Con l’avvio del settore tradizionale apriamo una nuova fase per il taekwondo italiano”. Il presidente ha spiegato che la federazione intende valorizzare percorsi ed esperienze differenti, trasformandoli in nuove opportunità sportive.

Particolare attenzione è stata riservata ai giovani. Secondo la linea indicata dalla Fita, l’inclusione dovrebbe favorire un avvicinamento più largo alla disciplina e aumentare le occasioni di partecipazione, collegando il patrimonio storico del taekwondo alle sue forme attuali e ai contesti olimpico e paralimpico.

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