Srna: «Dal 2014 lo Shakhtar non ha più casa. E l’Inter è favorita»
Il dirigente ucraino racconta la vita lontano da Donetsk, il progetto affidato ad Arda Turan e la sfida europea in programma a San Siro.
La guerra ha tolto allo Shakhtar Donetsk la propria città, lo stadio e il centro sportivo, ma non ha cancellato l’ambizione del club. Darijo Srna, direttore sportivo e storica bandiera della società, ha ricordato il dramma vissuto dall’Ucraina e ha ringraziato l’Italia per il sostegno, alla vigilia della trasferta contro l’Inter.
«Abbiamo perso la nostra casa nel 2014: la Donbas Arena, la città e il centro di allenamento», ha raccontato Srna. Il dirigente ha descritto una quotidianità segnata da bombardamenti, razzi e vittime innocenti, sottolineando la speranza che il conflitto possa terminare e che il popolo ucraino continui a ricevere aiuto.
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La fiducia dello Shakhtar in Turan
Lontano da Donetsk e costretto a vivere quasi sempre in trasferta, lo Shakhtar ha scelto di puntare su una rosa giovane e su un allenatore altrettanto ambizioso. La società ha affidato la panchina ad Arda Turan, ex grande calciatore passato dai migliori club europei e già vincitore del campionato nella sua prima stagione con il club ucraino.
Srna ha spiegato che non è stato necessario convincere Turan ad accettare il progetto: l’ex centrocampista era disponibile fin dall’inizio. Con lui lo Shakhtar ha raggiunto le semifinali di Conference League e oggi dispone di una delle formazioni più giovani della massima competizione europea per club.
«La nostra strategia è lavorare con tecnici giovani, ambiziosi e affamati di successi», ha spiegato il direttore sportivo. La dirigenza considera quindi il percorso intrapreso con Turan coerente con la propria identità e intende proseguirlo.
Chivu merita rispetto
Il confronto di San Siro sarà anche una sfida tra due tecnici giovani. Srna ha definito Cristian Chivu un allenatore straordinario, ricordando il lavoro svolto al Parma e quello attuale sulla panchina dell’Inter. Parole positive anche per Aleksandar Kolarov, vice dell’allenatore nerazzurro e amico personale del dirigente dello Shakhtar.
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Secondo Srna, l’Inter non avrebbe meritato di restare a zero punti dopo le prime due partite europee: i risultati negativi sarebbero stati condizionati dalla sfortuna. Il dirigente ucraino ha inoltre elogiato la qualità della rosa e dello staff tecnico nerazzurro.
Obiettivo: restare tra le prime 24
Lo Shakhtar arriva all’appuntamento con un pareggio contro il PSV e una vittoria sull’AEK. La squadra ucraina vuole continuare a giocare in modo propositivo, senza affidarsi soltanto alla fase difensiva, anche se considera l’Inter la favorita per la partita.
Il traguardo dichiarato è chiudere la fase iniziale tra le prime 24 squadre, risultato che Srna considera un possibile grande successo. Il club punta anche a offrire prestazioni convincenti e a permettere ai propri giovani di accumulare esperienza in un contesto di alto livello.
Una notte speciale a San Siro
L’Inter potrà contare sul fattore campo e sul sostegno di uno stadio pieno. Per lo Shakhtar, invece, la partita rappresenta un’occasione importante per misurarsi con una delle principali squadre italiane e verificare i progressi compiuti dal gruppo guidato da Turan.
La sfida si inserisce in una stagione europea iniziata in modo differente per le due formazioni: gli ucraini hanno raccolto quattro punti nelle prime due gare, mentre i nerazzurri sono rimasti a secco. Srna, tuttavia, ha ribadito il rispetto per l’avversario e la volontà dello Shakhtar di giocare secondo il proprio stile.
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