Spalletti scuote la Juventus: «Serve più veleno» e difende il rosso
Alla vigilia della sfida con il Celta Vigo, il tecnico annuncia rotazioni, indica Gatti e Woltemade tra i titolari e respinge le accuse dopo Cagliari.
Il tema più urgente per la Juventus non riguarda soltanto la formazione, ma l’atteggiamento nei momenti decisivi. Luciano Spalletti, alla vigilia della gara contro il Celta Vigo nella seconda giornata della League Phase di Europa League, chiede ai suoi giocatori maggiore determinazione e annuncia un ampio ricorso alle rotazioni.
Il tecnico bianconero ha anche affrontato il caso relativo all’espulsione rimediata dopo la partita con il Cagliari, negando con fermezza di aver colpito qualcuno. In parallelo, ha ribadito l’obiettivo di spingersi il più avanti possibile nella competizione, da lui definita ancora una volta “Champions 2”.
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La Juventus deve colpire prima
Secondo Spalletti, la squadra non sfrutta ancora con sufficiente decisione le occasioni capaci di cambiare l’inerzia delle partite. Il problema, ha spiegato, emerge quando si apre una finestra favorevole: in quei frangenti servono una scelta immediata e la volontà di imporsi, senza esitazioni.
«Non siamo abbastanza avvelenati», ha sintetizzato l’allenatore in conferenza. L’analisi degli errori viene svolta il giorno successivo alle gare, attraverso il lavoro in sala video e il confronto con i calciatori; poi gli aspetti da correggere vengono riproposti durante gli allenamenti, con l’obiettivo di trasformarli in automatismi.
Spalletti ha sottolineato che il confronto non è a senso unico: la partita offre indicazioni, mentre il dialogo con il gruppo permette di comprendere meglio ciò che è accaduto e ciò che la squadra deve provare a conquistare.
Gatti e Woltemade avranno spazio
La sfida contro il Celta servirà anche a valutare giocatori impiegati meno nell’ultimo periodo. Federico Gatti, ha riferito Spalletti, si è meritato una chance per quanto mostrato nei minuti ricevuti finora. Anche Nick Woltemade sarà utilizzato, in una gestione necessaria per affrontare non solo la settimana con tre incontri, ma l’intero ciclo di impegni.
L’attaccante tedesco viene descritto come un centravanti particolare, capace di partecipare alla costruzione, inserirsi dalle retrovie e occupare anche la trequarti o zone più arretrate del campo. La sua presenza rientra nella strategia di ampliare la conoscenza dell’organico e distribuire le energie.
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Per il tecnico, alternare gli uomini non significa ridurre le ambizioni. La Juventus vuole infatti affrontare ogni passaggio della “Champions 2” con l’intenzione di arrivare fino in fondo, usando il torneo anche per consolidare le gerarchie interne.
Il Celta può punire ogni errore
Spalletti ha riconosciuto al Celta Vigo qualità e organizzazione, ricordando che la squadra spagnola ha sfiorato la qualificazione in Champions League. Ha inoltre elogiato il giovane allenatore avversario, ritenuto capace di dare alla formazione un’identità tecnica chiara.
Il Celta alterna una struttura con tre difensori a una disposizione più aggressiva nella pressione, spesso attraverso il 3-4-2-1. La Juventus dovrà quindi adeguarsi nei momenti in cui cercherà di recuperare il pallone in avanti, mentre nella fase di possesso proverà a imporre i propri principi.
Per Spalletti non sono ammessi cali di concentrazione: le fasi meno brillanti dei bianconeri potrebbero essere sfruttate dagli avversari. Per questo, ha chiesto a ogni giocatore di dimostrare sul campo di essere all’altezza delle aspettative della Juventus.
La versione sul caso Cagliari
In chiusura, l’allenatore è tornato sulla squalifica successiva alla gara con il Cagliari. Spalletti ha respinto senza riserve la ricostruzione secondo cui avrebbe dato uno schiaffo: «Io non ho fatto niente, niente, niente, niente. Chi ha parlato di schiaffo ha detto il falso. Falsissimo».
Il tecnico ha spiegato che la sua intensità aumenta quando percepisce che alla squadra manca qualcosa e che, in quelle circostanze, diventa più esigente. In sua assenza dalla panchina, si è detto comunque tranquillo: i collaboratori, a suo giudizio, possiedono esperienza e competenze sufficienti per guidare il gruppo.
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