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Sport 3 min di lettura12 ott

Sommer torna a San Siro: «Voglio vincere contro l’Inter

L’ex portiere nerazzurro racconta la nuova esperienza al Bruges, difende Josep Martinez e ricorda la finale persa contro il Paris Saint-Germain.

Yann Sommer si prepara a ritrovare San Siro da avversario, con una maglia diversa e un obiettivo preciso: rendere complicata la serata all’Inter e provare a portare il Bruges alla vittoria. Dopo tre stagioni in nerazzurro, il portiere svizzero ha scelto il Belgio e affronterà la sua ex squadra nella seconda giornata di Champions League.

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Sommer vuole sorprendere a Milano

Il ritorno nello stadio milanese avrà per lui un significato particolare. Sommer conserva un ricordo molto positivo dell’esperienza all’Inter, ma questa volta sarà chiamato a difendere la porta del Bruges. «Sarà speciale ed emozionante affrontarla, ma adesso difendo il Bruges e voglio vincere a San Siro», ha spiegato nell’intervista.

Secondo il portiere, la squadra belga possiede gli strumenti per mettere in difficoltà una grande d’Europa. Il gruppo può contare su giovani di talento, diversi giocatori convocati nelle rispettive nazionali e una buona solidità caratteriale. In una competizione così equilibrata, aggiunge Sommer, possono risultare decisivi i particolari e anche una singola giornata favorevole.

L’Inter, dal canto suo, resta tra le formazioni con le qualità necessarie per puntare al successo finale. Sommer non ha dimenticato l’atmosfera di San Siro e le celebrazioni vissute dopo le grandi vittorie, ma per una sera metterà quei ricordi da parte.


La scelta di separarsi era condivisa

Il passaggio al Bruges è arrivato dopo la conclusione del contratto con l’Inter. Sommer ha chiarito di non aver vissuto la mancata conferma come una delusione: dopo averne discusso con la società, entrambe le parti hanno ritenuto concluso il percorso nel momento più adatto.

Il portiere ha definito positivo il rapporto con il club e ha sottolineato il valore dei tre anni trascorsi a Milano. In quel periodo, secondo il suo giudizio, l’Inter è stata la squadra più forte d’Italia e ha costruito il proprio gioco anche attraverso l’impostazione dal basso. Sommer ha inoltre ricordato che il lavoro del portiere non si misura soltanto con le parate spettacolari: spesso sono le decisioni prese nelle azioni meno appariscenti a fare la differenza.

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Le critiche, inevitabili per chi occupa quel ruolo, non lo hanno mai spaventato. «Fa parte del lavoro del portiere. Ci sono abituato e ho la forza per accettarle e andare avanti», ha detto, spiegando di aver ricevuto giudizi negativi anche nella sua nuova avventura.


Martinez e i ricordi più forti

A Milano Sommer ha mantenuto un buon rapporto con Josep Martinez, oggi chiamato a difendere la porta nerazzurra. Dopo aver seguito alcune sue partite, lo svizzero ha respinto le valutazioni più severe: lo considera un portiere di valore e ritiene che stia affrontando bene una situazione complessa, perché giocare nell’Inter comporta una pressione particolare. La convocazione in nazionale, aggiunge, è stata meritata.

Tra i momenti più intensi della sua esperienza italiana, Sommer ha indicato la notte della sfida contro il Barcellona e le feste sul pullman per le strade di Milano. La sconfitta nella finale di Champions League resta invece una ferita importante, anche se oggi la vive con maggiore distanza. A suo avviso, il Paris Saint-Germain arrivò a quell’appuntamento con più energie, ma nulla può cancellare l’orgoglio per il cammino compiuto.

In Belgio il portiere dice di sentirsi sereno. Vive a Knokke, vicino al mare, e apprezza la possibilità di spostarsi in bicicletta tra la spiaggia e il centro sportivo. L’ambiente gli ricorda la Svizzera per la tranquillità, mentre il progetto del Bruges punta soprattutto sulla crescita dei giovani. Sommer, però, non si considera vicino al ritiro: è ancora motivato, vuole allenarsi e migliorare, perché continuare a giocare in porta resta la sua priorità.

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