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Sport 2 min di lettura1 ott

Sneijder, il retroscena Inter-Mourinho: «Ho vinto tutto

L’ex trequartista olandese ripercorre il passaggio dal Real Madrid alla squadra del Triplete e racconta quanto José Mourinho abbia inciso sulla sua rinascita sportiva.

L’eredità di Wesley Sneijder continua a riemergere ogni volta che si parla dell’Inter più vincente. Il suo ricordo resta legato al Triplete del 2010, mentre oggi la presenza di Cristian Chivu sulla panchina nerazzurra crea un ponte tra quella stagione irripetibile e il presente del club.


Un’eredità ancora legata all’Inter

In una recente intervista, l’ex centrocampista olandese ha ripercorso alcuni passaggi decisivi della propria carriera, soffermandosi soprattutto sull’esperienza vissuta a Milano. Le sue parole restituiscono il peso avuto dall’Inter nella sua affermazione ai massimi livelli.

Sneijder ha definito quel periodo una fase fondamentale del proprio percorso. Il successo conquistato in nerazzurro, arrivato dopo l’esperienza al Real Madrid, continua infatti a rappresentare uno dei capitoli più importanti della sua storia calcistica.


I compagni e le sfide più dure

Tra i giocatori con cui ha condiviso lo spogliatoio, Sneijder ha indicato Guti come il talento più forte incontrato durante la carriera. Sul fronte degli avversari, invece, ha ricordato Shinji Ono come il calciatore che gli ha creato le maggiori difficoltà.

L’olandese ha parlato anche della propria specializzazione sui calci piazzati, una competenza sviluppata all’Ajax con l’aiuto di Ronald Koeman. Quel lavoro tecnico è diventato uno degli strumenti che hanno arricchito il suo repertorio nel corso degli anni.

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Mourinho lo voleva come numero 10

Il passaggio dal Real Madrid all’Inter maturò dopo due stagioni in Spagna e fu accompagnato dall’interesse diretto di José Mourinho. L’allenatore portoghese lo contattò in più occasioni, spiegandogli di avere una rosa molto competitiva ma di aver bisogno di un giocatore capace di agire da numero 10.

Sneijder ha attribuito a Mourinho un ruolo decisivo nella fiducia ritrovata e nella costruzione di un ambiente orientato alla vittoria. Ricordando quel trasferimento, ha sintetizzato così il significato di quella svolta: «Dopo due anni di Real Madrid sono andato all’Inter e ho vinto tutto qua, le cose accadono perché devono succedere».


La notte più tesa in Champions

Nel cammino europeo dell’Inter, la semifinale contro il Barcellona rimane uno degli episodi più impegnativi. La squadra nerazzurra dovette affrontare una fase della gara in inferiorità numerica, riuscendo comunque a resistere grazie a una prova difensiva particolarmente intensa.

Secondo il racconto dell’ex trequartista, Mourinho preparò quella sfida anche attraverso riunioni capaci di rafforzare la convinzione del gruppo. La componente mentale ebbe quindi un peso rilevante in una campagna culminata con il trionfo dell’Inter nel 2010.

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