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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Sinner si ferma: il messaggio di Volandri e tutti i premiati a Roma

L’assenza del numero uno, alle prese con il recupero al ginocchio, ha segnato la cerimonia che ha celebrato campioni, dirigenti e società dello sport italiano.

La scelta di Jannik Sinner di interrompere la stagione per curare il ginocchio ha pesato più della sua assenza fisica alla cerimonia. Al Centro di preparazione olimpica “Giulio Onesti” di Roma, infatti, il tennis italiano ha celebrato i propri successi insieme ai protagonisti degli sport olimpici e paralimpici, ma il campione altoatesino è rimasto a casa in convalescenza.


Sinner pensa già al ritorno

Filippo Volandri ha difeso la decisione del giocatore di rinunciare agli impegni agonistici e concentrarsi sulle cure. “Ha fatto la scelta giusta”, ha detto il capitano dell’Italia, spiegando che servirà pazienza ma che Sinner sta lavorando per presentarsi di nuovo al massimo della condizione.

Il problema al ginocchio lo costringerà a restare fermo e a puntare sul rientro nel 2027. Non si è trattato, dunque, di un’assenza dovuta a un torneo o a una pausa dopo le fatiche della stagione, come accaduto per altri tennisti premiati ma non presenti all’appuntamento romano.


A Roma sfilano i campioni

La cerimonia ha assegnato la massima onorificenza dello sport italiano ai vincitori dell’oro ai Giochi di Milano Cortina 2026 e agli atleti capaci di conquistare il titolo mondiale nelle discipline olimpiche e paralimpiche. Tra i premiati figurano Arianna Fontana, Pietro Sighel e Francesca Lollobrigida per gli sport del ghiaccio, oltre a Lisa Vittozzi, Giacomo Bertagnoli e Chiara Mazzel.

Riconoscimenti anche per gli schermidori Marini, Santuccio, Macchi, Errigo e Fiamingo. Non hanno partecipato, pur avendo ricevuto il premio, Federica Brignone, Sara Curtis, Sara Errani, Matteo Berrettini, Simone Bolelli, Andrea Vavassori, Flavio Cobolli e Lorenzo Sonego. Fra le società sono state premiate Fiorentina e Napoli, entrambe nell’anno del centenario.

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Dirigenti e politica, nessun faccia a faccia

L’appuntamento ha riportato nello stesso luogo Luciano Buonfiglio, Andrea Abodi e Giovanni Malagò, senza però un confronto diretto tra loro. Il commissario della Figc è rimasto in platea, mentre il presidente del Coni e il ministro per lo sport e i giovani sono saliti sul palco con Marco Giunio De Sanctis, alla guida del Cip.

Buonfiglio ha rivendicato l’orgoglio per i risultati ottenuti, sottolineando che il rendimento dell’atleta dipende dal funzionamento dell’intera filiera. Abodi ha invece ribadito l’impegno del Governo su grandi eventi e infrastrutture, con l’obiettivo di ampliare le occasioni sportive e sostenere il miglioramento del Paese.


De Laurentiis riapre il caso Figc

Tra i dirigenti insigniti c’erano anche Angelo Binaghi, Francesco Ettorre, Giuseppe Manfredi e Stefano Mei. Binaghi ha osservato con ironia di aver atteso 25 anni per ricevere il riconoscimento, collegando il ritardo ai risultati meno rilevanti ottenuti dal movimento nei 24 anni precedenti.

Aurelio De Laurentiis ha poi riportato l’attenzione sul commissariamento della Federcalcio deciso dal Coni. Il presidente del Napoli ha distinto tra imprenditori e “prenditori”, sostenendo che nella politica prevalgano spesso questi ultimi. Abodi ha replicato definendo quella del patron partenopeo una “frase fatta senza fondamento” e ha ricordato che la crescita del calcio dipende anche dai milioni di tifosi e dalla capacità di rispondere alle loro esigenze.

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