Signori, il ritorno in azzurro dopo dieci anni: cosa farà nell’Under 20
L’ex bomber della Lazio entra nello staff federale dopo le assoluzioni del 2021 e la grazia concessa dalla Figc alla sanzione sportiva.
Dieci anni dopo l’esclusione dal mondo federale, Giuseppe Signori ritrova un ruolo nella Nazionale. L’ex attaccante sarà capo delegazione dell’Under 20 allenata da Carmine Nunziata: un incarico che segna il suo rientro nel calcio istituzionale dopo una lunga parentesi giudiziaria.
La possibilità di tornare a lavorare nel pallone è arrivata grazie alla grazia concessa dalla Figc il 1° giugno 2021. Il provvedimento, firmato dal presidente Gabriele Gravina, ha riguardato la preclusione definitiva dai ruoli federali stabilita nel 2011, al termine dell’iter legato alla giustizia ordinaria.
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Il verdetto di Modena ha cambiato tutto
Prima della decisione federale, Signori aveva ottenuto un altro risultato importante nelle aule di tribunale. Il 30 marzo 2021 il Tribunale di Modena lo aveva assolto in primo grado per le contestazioni sulle presunte combine relative alle gare Modena-Sassuolo e Modena-Siena, entrambe disputate nel 2011.
Anche in quel caso i giudici avevano stabilito che il fatto non sussisteva. All’esterno del tribunale, l’ex calciatore aveva spiegato di aver rifiutato la prescrizione perché soltanto un giudizio nel merito, a suo avviso, avrebbe potuto eliminare i dubbi sulle accuse. «Sono passati dieci anni lunghi, che non mi restituirà nessuno», aveva detto ricordando il tempo trascorso lontano dal calcio.
Un incarico diverso dal passato
La nomina nell’Under 20 non ripropone Signori nel ruolo di protagonista sul campo, ma lo colloca nuovamente all’interno della struttura azzurra. Il nuovo compito lo riporta accanto a una rappresentativa nazionale e riapre un rapporto con la Federazione rimasto interrotto per anni.
Il ritorno assume un significato particolare perché arriva dopo una vicenda che aveva inciso sulla sua reputazione, sulla vita personale e sulla possibilità di svolgere attività nel settore. Signori riparte quindi da una posizione dirigenziale, mettendo la propria esperienza a disposizione del gruppo guidato da Nunziata.
Dalla Lazio al Mondiale americano
Nato ad Alzano Lombardo il 17 febbraio 1968, Signori si affermò ai massimi livelli con il Foggia di Zdenek Zeman. Rapidità, capacità di inserirsi e un sinistro preciso ne fecero uno degli attaccanti più riconoscibili degli anni Novanta.
La consacrazione arrivò con la Lazio, dove diventò il principale riferimento offensivo della squadra e conquistò per tre volte il titolo di capocannoniere della Serie A: 26 gol nel 1992-1993, 23 nel 1993-1994 e 24 nel 1995-1996. In biancoceleste chiuse con 127 reti; nel massimo campionato italiano il bilancio complessivo fu di 188 gol in 344 presenze.
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I numeri e la maglia azzurra
Dopo l’esperienza alla Sampdoria, Bologna rappresentò un’altra tappa centrale della carriera. Con la formazione emiliana Signori segnò 84 volte in sei stagioni, confermandosi un attaccante capace di mantenere continuità e peso specifico anche lontano dalla capitale.
L’esordio in Nazionale risale al 31 maggio 1992, nello 0-0 contro il Portogallo. Due anni più tardi partecipò al Mondiale di Usa ’94, torneo chiuso dall’Italia al secondo posto dopo la sconfitta ai rigori contro il Brasile nella finale di Pasadena. Con gli azzurri raccolse 28 presenze e 7 reti.
Il lungo capitolo del calcioscommesse
Il 1° giugno 2011 il nome di Signori comparve nell’inchiesta sul calcioscommesse coordinata dalla Procura di Cremona. L’indagine riguardava un sistema di puntate illegali e ipotesi di alterazione di partite; l’ex bomber fu posto agli arresti domiciliari, misura durata circa due settimane.
La giustizia sportiva gli inflisse cinque anni di squalifica e l’esclusione permanente da qualsiasi incarico federale. Nel procedimento principale di Cremona, relativo all’ipotesi associativa, nel dicembre 2020 arrivò una pronuncia di non doversi procedere per prescrizione.
Le assoluzioni sul merito
Signori scelse però di affrontare nel merito altri procedimenti. Il 23 febbraio 2021 il Tribunale di Piacenza lo assolse dall’accusa di aver tentato di manipolare Piacenza-Padova del 2 ottobre 2010, terminata 2-2. La formula fu perché il fatto non sussiste.
Dopo quella sentenza, l’ex attaccante sottolineò il peso degli anni trascorsi e il valore soltanto parziale della sua rivincita, perché una decisione giudiziaria non poteva cancellare le conseguenze professionali e personali della vicenda. «Dopo dieci anni è finita», dichiarò all’uscita dal tribunale. Oggi, con il nuovo incarico nell’Under 20, quella storia trova un ulteriore passaggio: Signori torna nel mondo azzurro in una veste completamente nuova.
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