Serie A, gli italiani restano ai margini: il dato che pesa sull’azzurro
Dopo cinque giornate il campionato conferma la forte presenza straniera: Frosinone e Monza puntano sui giocatori italiani, mentre Venezia e alcune big fanno il contrario.
Il campionato italiano continua a offrire poco spazio ai calciatori italiani. Nelle prime cinque giornate della Serie A 2026/27 sono scesi in campo 454 giocatori, ma soltanto il 28,2% appartiene al movimento nazionale: gli stranieri arrivano così al 71,9%, una quota quasi identica a quella registrata nella stagione precedente, quando si era fermata al 69,1%.
Il dato arriva mentre la Nazionale affronta una nuova fase, dopo l’estate segnata dalle dimissioni di Maldini e Leonardo. L’Italia, ripartita da Ranieri e Mancini, si appresta a disputare le prime quattro gare della Nations League, con diversi volti nuovi tra i convocati. Tuttavia, le scelte dei club non sembrano aver seguito gli appelli della Federazione.
Frosinone e Monza fanno eccezione
A distinguersi è soprattutto il Frosinone, che ha impiegato il 69,9% di calciatori italiani. La squadra di Alvini ha inoltre messo a disposizione dell’Under 21 cinque elementi: Palmisani, Calbani, Cichella, Fini e Raimondo, tutti coinvolti nel percorso verso l’Europeo di Albania e Serbia del 2027.
Proprio il ruolo del Frosinone era stato sottolineato da Silvio Baldini nel giorno del raduno dell’Italia Under 21. Il commissario tecnico aveva spiegato: “Io non ho niente contro il Como ma ho fatto il tifo per Alvini, perché il nostro calcio è rappresentato più dal Frosinone che dal Como”.
Anche il Monza, altra formazione salita dalla Serie B, presenta una maggioranza italiana tra i giocatori utilizzati: il dato è del 56,8%. Tra i suoi calciatori c’è Eddy Kouadio, ventenne che ha ricevuto la chiamata della Nazionale maggiore.
Venezia e big lasciano poco spazio
La situazione è opposta per il Venezia. Nelle prime cinque partite il club ha utilizzato il 99,6% di giocatori stranieri, confermandosi la squadra con la quota più alta in questa particolare graduatoria. Il Torino, invece, è il club che ha mandato in campo più calciatori in assoluto, 26.
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Le percentuali restano basse anche tra le principali squadre del torneo. Il Como ha schierato appena il 4,5% di italiani, mentre il Milan si è attestato al 7,7%. Per la Juventus la quota indicata è del 15,2%, ancora distante dai livelli raggiunti da Frosinone e Monza.
Inter e Roma presentano numeri migliori rispetto alle altre big, ma senza arrivare a una prevalenza italiana: i calciatori del nostro Paese rappresentano rispettivamente il 29,3% e il 29% degli elementi impiegati.
Un problema che resta aperto
Il confronto tra le squadre neopromosse mostra quindi differenze marcate. Da una parte Frosinone e Monza hanno dato spazio a giocatori italiani, contribuendo anche al bacino delle selezioni giovanili e della Nazionale; dall’altra il Venezia ha costruito le proprie prime cinque giornate quasi esclusivamente su calciatori stranieri.
Nel complesso, però, il quadro non cambia: su 454 giocatori utilizzati, oltre sette su dieci non sono italiani. La percentuale è sostanzialmente stabile rispetto alla passata stagione e conferma la distanza tra le esigenze della Nazionale e le scelte effettuate dai club di Serie A.
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