Serbia, i talenti non bastano: il bivio della nuova generazione
La nazionale serba attraversa una fase delicata: risultati deludenti, ricambio incompleto e giovani chiamati a trasformare le promesse in certezze.
Il nome destinato ad alimentare le speranze della Serbia è quello di Vasilije Kostov. Il centrocampista classe 2008 della Stella Rossa ha già attirato l'interesse di Inter, Milan, Arsenal, Barcellona, Bayern Monaco e Paris Saint-Germain, imponendosi come una delle prospettive più osservate del calcio europeo.
In patria lo considerano il possibile talento attorno al quale costruire il prossimo ciclo. La sua ascesa arriva mentre la nazionale cerca ancora una figura capace di dare continuità a una generazione ricca di qualità, ma finora incapace di trasformare il potenziale in risultati.
I giovani non hanno ancora convinto
Tra i giocatori seguiti con attenzione c'è anche Aleksandar Stankovic, figlio di Dejan. Il suo rendimento, però, è ancora lontano dalle attese: all'Inter trova poco spazio e le ultime apparizioni con la Serbia non hanno offerto indicazioni particolarmente positive.
Anche Lazar Samardzic sta vivendo un periodo al di sotto delle aspettative, sia nel club sia in nazionale. Alle sue spalle avanzano Andrija Maksimovic e soprattutto Kostov, mentre Mihajlo Cvetkovic rappresenta un'altra scommessa importante: il classe 2007 dell'Anderlecht ha già segnato 4 gol tra le qualificazioni all'Europa League e la prima giornata della competizione.
Un 2026 quasi senza risposte
Il bilancio dell'anno in corso fotografa con durezza la situazione: la Serbia ha ottenuto una sola vittoria, di misura contro l'Arabia Saudita, e ha rimediato cinque sconfitte. Sono arrivati i ko contro Spagna, Capo Verde e Messico nelle amichevoli, quindi quelli interni per 1-2 contro Grecia e Olanda nei primi due turni della Lega delle Nazioni UEFA.
La squadra guidata da Veljko Paunovic ha segnato appena 5 reti e ne ha incassate 16 in queste sei partite. Il dato suggerisce difficoltà estese all'intero collettivo, non circoscritte a un solo reparto, e rende più pesante la pressione sul nuovo corso.
La ferita delle qualificazioni
La mancata partecipazione agli ultimi Mondiali aveva già mostrato i limiti della selezione serba. Contro le avversarie meno quotate sono arrivati risultati utili, ma nei confronti decisivi la squadra ha perso solidità.
Le due sconfitte con l'Inghilterra, per 0-5 in casa e 2-0 a Wembley, erano in parte prevedibili, anche se le proporzioni hanno lasciato il segno. Ancora più costosi si sono rivelati i due incontri con l'Albania: 0-0 in trasferta e 0-1 a Leskovac. L'Albania ha chiuso il girone con un solo punto di vantaggio, sufficiente per conquistare l'accesso agli spareggi.
Difesa pronta, attacco in affanno
La retroguardia offre qualche certezza in più sul piano anagrafico e tecnico. Strahinja Pavlovic del Milan, Erakovic, Terzic, Simic e Nedeljkovic possono costituire una base per il futuro, con Kostic a garantire esperienza e Mimovic tra le alternative più interessanti.
In porta Vanja Milinkovic-Savic resta un riferimento affidabile, mentre Filip Stankovic rappresenta una soluzione da seguire. Il problema più evidente riguarda invece la fase offensiva, dove il ricambio non ha ancora prodotto un nuovo punto di riferimento.
Per anni la Serbia si è affidata ai gol di Mitrovic, oggi fermo per un problema al ginocchio, e ha atteso la definitiva consacrazione di Vlahovic, attualmente fuori dalle rotazioni. La qualità di Tadic, arrivato a 37 anni, e gli spunti di Zivkovic e Jovic non sono bastati a colmare il vuoto.
I senatori devono guidare il cambio
Anche il centrocampo resta legato alla generazione che, circa dieci anni fa, veniva indicata come quella d'oro. Sergej Milinkovic-Savic, Gudelj, Maksimovic e Lukic non sono più giovani promesse: ora devono accompagnare l'ingresso dei nuovi e sostenere una transizione ancora incompleta.
Joveljic, Stulic, Milosevic e Ivanovic sono stati già testati, ma nessuno è riuscito a imporsi con continuità. La Serbia continua dunque a produrre giocatori interessanti; la sfida, per Paunovic e per i suoi veterani, sarà trasformare questa abbondanza di talento in una squadra capace di vincere le partite che contano.
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