Scalvini e la prova Francia: «Siamo positivi e coraggiosi
Dopo il successo in Turchia, il difensore dell’Italia guarda alla sfida di Parigi e racconta la crescita personale tra Nazionale, club e nuovi insegnamenti.
La sfida di venerdì a Parigi servirà all’Italia per misurare i progressi compiuti dopo il successo ottenuto a Bursa. Giorgio Scalvini sa che contro la Francia la difesa sarà sottoposta a una pressione diversa, ma considera il confronto un’occasione utile per capire il reale livello della squadra.
Il centrale dell’Atalanta, 22 anni e già quattro stagioni nel giro azzurro, ha spiegato in conferenza stampa che il gruppo affronterà l’impegno senza timori: «La Francia è tra le squadre più forti al mondo, soprattutto per qualità e velocità in attacco. Noi siamo positivi, coraggiosi. Siamo l’Italia e proveremo a giocare a viso aperto».
La Francia alza subito l’asticella
A Parigi gli azzurri dovranno contenere una formazione ricca di talento offensivo. Per Scalvini, tuttavia, proprio la difficoltà dell’avversario può trasformarsi in un parametro importante per valutare il percorso iniziato con il nuovo ciclo.
Il difensore ritiene che affrontare una nazionale di questo livello permetterà di comprendere meglio quanto l’Italia sia cresciuta. L’obiettivo, ha spiegato, sarà dare il massimo senza rinunciare all’identità costruita dalla squadra.
La vittoria in Turchia ha cambiato il clima
Il successo di Bursa ha restituito fiducia dopo le incertezze mostrate nella gara d’esordio contro il Belgio. Secondo Scalvini, quella prestazione ha confermato che l’Italia possiede qualità sufficienti per costruire gioco e ottenere risultati.
«La vittoria con la Turchia ci ha fatto capire che siamo una squadra forte e capace di giocare bene a calcio», ha detto il difensore. Nel gruppo, ha aggiunto, i calciatori più esperti stanno sostenendo i giovani e contribuiscono a trasmettere lo spirito della Nazionale; il rapporto tra i giocatori è descritto come molto positivo.
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Un percorso azzurro ancora in crescita
Scalvini ha ricordato anche le difficoltà attraversate negli ultimi anni: l’infortunio al legamento crociato che gli fece saltare l’Europeo di due anni fa e la mancata qualificazione al Mondiale vissuta dalla tribuna a Zenica. Il suo esordio era arrivato nel giugno 2022 a Mönchengladbach, a 18 anni e mezzo, nella partita persa 5-2 contro la Germania.
Con Roberto Mancini, allora commissario tecnico, il rapporto è sempre stato positivo. Il difensore ha apprezzato soprattutto la chiarezza dell’allenatore e l’idea di una squadra chiamata a imporre il proprio gioco, pur ammettendo di essere ancora in una fase in cui c’è molto da imparare.
Difesa e maestri da ricordare
La gara disputata al fianco di Alessandro Bastoni ha offerto a Scalvini un’altra esperienza importante. L’impiego in una difesa a quattro, già sperimentato con Maurizio Sarri, lo aiuta ad ampliare il proprio bagaglio tecnico e tattico.
Nel suo percorso ha potuto allenarsi anche con Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci, indicati come autentiche leggende del calcio. Bonucci, oggi inserito nello staff della Nazionale, continua inoltre a rappresentare per lui un punto di riferimento quotidiano.
Il difensore ha infine ribadito di voler arrivare al meglio a ogni appuntamento, sia con l’Atalanta sia con l’Italia. La trasferta francese sarà quindi un esame immediato per una squadra che, dopo la risposta offerta in Turchia, vuole verificare sul campo quanto valgano davvero le proprie ambizioni.
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