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Sport 1 min di lettura53 min fa

Ruti Aga, sei anni fuori: la ricetta falsa aggrava il caso

La maratoneta etiope è stata squalificata dopo la positività al metilprednisolone e l’accertamento di irregolarità nella documentazione medica.

La carriera di Ruti Aga subisce una lunga interruzione: la maratoneta etiope, 32 anni, dovrà scontare sei anni di squalifica. La decisione è arrivata dopo un controllo antidoping risultato positivo e dopo le verifiche su una prescrizione presentata per giustificare l’assunzione della sostanza.

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La positività dopo la gara in Cina

Il caso è emerso in seguito alla vittoria ottenuta da Aga in una mezza maratona disputata in Cina lo scorso marzo. Nel campione raccolto al termine della competizione è stato individuato il metilprednisolone, sostanza vietata dai regolamenti antidoping.

L’atleta aveva sostenuto di avere assunto il farmaco per curare un dolore al ginocchio. Secondo la sua versione, a fornirle la sostanza sarebbe stato un medico in Etiopia, circostanza che avrebbe dovuto essere dimostrata attraverso una prescrizione sanitaria.


La prescrizione che ha aggravato la sanzione

Le verifiche dell’Unità per l’integrità dell’atletica, l’organismo che ha seguito il procedimento, hanno però messo in dubbio l’autenticità del documento. La clinica indicata nella ricetta non risulta esistere e la firma apposta sarebbe riconducibile a un familiare di Aga, privo dell’abilitazione necessaria per esercitare la professione medica.

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L’atleta non ha fornito una risposta alle contestazioni riguardanti sia l’utilizzo del metilprednisolone sia la presunta manomissione del procedimento antidoping. Per questo la squalifica è stata applicata senza lo svolgimento di un’udienza: due anni sono legati all’assunzione della sostanza proibita, mentre altri quattro derivano dall’irregolarità contestata nella gestione delle prove.

La sanzione colpisce una delle specialiste più affermate del panorama mondiale della maratona. Aga ha vinto la maratona di Tokyo nel 2019 e ha conquistato il podio anche a Berlino e New York, risultati che rendono ancora più pesante lo stop imposto dalle autorità sportive.

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