9.000Lettori online ora
Sport 2 min di lettura24 set

Royal nel mirino: la polemica su Gaza spacca i socialisti francesi

Ségolène Royal è finita al centro delle critiche dopo aver invitato gli ebrei di Francia a farsi sentire contro Benjamin Netanyahu per ciò che accade nella Striscia di Gaza.

La sua uscita ha aperto una nuova frattura nel campo socialista, proprio mentre il partito prova a entrare nella corsa per l’Eliseo del 2027.


La frase che ha fatto esplodere il dibattito

Durante il confronto andato in onda mercoledì sera negli studi di LCI, l’ex ministra di François Hollande ha sostenuto che l’aumento dell’antisemitismo in Francia non dipenderebbe da Israele, ma dai suoi dirigenti attuali. Secondo Royal, servirebbero più voci israeliane ed ebraiche pronte a dire che quanto sta avvenendo è “assolutamente intollerabile”.

Accanto a lei c’erano Olivier Faure, Jérôme Guedj, Raphaël Glucksmann ed Emmanuel Morel. Proprio Guedj ha reagito con durezza, definendo quelle parole una pressione inaccettabile sugli ebrei francesi e ricordando che i musulmani non vengono chiamati a prendere le distanze dai crimini dell’Isis per il solo fatto di appartenere alla stessa comunità religiosa.


Il Medio Oriente divide la gauche

La discussione si è accesa soprattutto sul termine “genocidio”, che Faure e Royal hanno rivendicato, mentre Glucksmann ha preferito formule diverse, come “crimini contro l’umanità” e “crimini di guerra”. Il fondatore di Place Publique ha anche avvertito che, in un contesto segnato dall’aumento dell’antisemitismo dopo il 7 ottobre 2023, occorre pesare con attenzione ogni parola.

Glucksmann ha comunque appoggiato l’idea di sanzioni contro il premier israeliano, sostenendo che per le violazioni commesse a Gaza debba esserci un costo politico e materiale. Più in generale, il primo dibattito tra i candidati socialisti ha mostrato una convergenza sui temi economici e sociali, ma una spaccatura netta quando il confronto si sposta su Israele e Palestina.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Le reazioni della comunità ebraica

Giovedì è arrivata la replica della comunità ebraica francese. Yonathan Arfi, alla guida del Crif, ha contestato l’impostazione del messaggio lanciato da Royal, accusandola di scaricare sugli ebrei la responsabilità dell’odio di cui sono vittime e di tradire l’ideale repubblicano.

Anche Ariel Goldmann ha scelto X per rispondere alla candidata socialista, chiedendole se avrebbe mai rivolto un appello simile ai musulmani di Francia per denunciare la dittatura in Algeria o la repressione in Iran. Sul fronte politico, Aurore Bergé ha sostenuto che nessun ebreo francese può essere ritenuto responsabile della situazione a Gaza e che ogni tentativo di attribuire colpe collettive alimenta l’antisemitismo.


Royal prova a correggere il tiro

Dopo gli attacchi, Royal ha cercato di chiarire il senso delle sue parole sempre su X. Ha spiegato di aver voluto sostenere gli israeliani contrari al “regime del criminale di guerra Netanyahu” e ha negato di aver mai generalizzato nei confronti dei cittadini francesi di fede ebraica.

Sul fondo resta però il nodo politico che attraversa i socialisti francesi: la scelta di come rapportarsi a La France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, tema che si intreccia con la selezione del candidato capace di arrivare al ballottaggio del 2 maggio 2027 contro Marine Le Pen. In campo, oltre alla leader del Rassemblement National, c’è anche il centrista di Horizons, Edouard Philippe.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere