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Sport 2 min di lettura12 ott

Ronaldo sfida la storia: «Sono il più grande, i numeri parlano

Il campione portoghese rivendica il primato assoluto, spiega il confronto con Messi e lascia aperti interrogativi sul proprio futuro.

Il traguardo dei 1.000 gol non è l’unico tema al centro delle nuove dichiarazioni di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese, oggi all’Al Nassr, ha rivendicato il proprio posto nella storia del calcio e ha chiarito di non voler trasformare il conteggio delle reti in un’ossessione. L’intervista è arrivata dopo il caso legato all’uscita dal ritiro della Nazionale portoghese, seguito alla gara di Nations League contro la Norvegia.

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Ronaldo non insegue quota mille

Secondo Ronaldo, l’attenzione del pubblico si concentra troppo sui gol ancora necessari per raggiungere quota 1.000, invece di valorizzare quanto sta realizzando nel presente. Il portoghese ha spiegato che accetterà il numero raggiunto in modo naturale, sia esso 920, 925 o 930 reti.

«Sono il più grande di sempre. Punto», ha affermato nell’intervista rilasciata a CNN Portugal. A suo giudizio, quando si parla di realizzazioni i dati rappresentano l’argomento più solido; arrivare a 1.000 sarebbe un risultato straordinario, ma non intende vivere con l’obbligo di centrare quella cifra.


Il confronto resta una questione di gusti

Il capitano portoghese ha riconosciuto che alcuni appassionati possano preferire Lionel Messi, Pelé o Diego Armando Maradona. Per Ronaldo, tuttavia, il giudizio sul giocatore più forte appartiene alla sfera delle preferenze personali e merita rispetto.

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La sua autovalutazione, invece, non lascia spazio a dubbi: «Dire che Cristiano Ronaldo non sia un giocatore completo è una bugia. Io sono il giocatore più completo». Una posizione che il campione collega alla varietà delle proprie qualità, oltre che alla continuità mostrata sotto porta.


Messi e il futuro ancora incerto

Parlando del rapporto competitivo con Messi, Ronaldo ha scelto un paragone legato all’automobilismo. La rivalità tra i due fuoriclasse è stata accostata a quella vissuta in Formula 1 da Ayrton Senna e Alain Prost: ciascuno, secondo il portoghese, avrebbe rappresentato una spinta decisiva per l’altro.

Meno definita appare la prospettiva dei prossimi anni. Ronaldo ha ammesso di non sapere cosa potrà accadere domani e ha contemplato anche l’ipotesi di svegliarsi un giorno senza più la motivazione necessaria per continuare a giocare. Il futuro, dunque, resta aperto, nonostante la convinzione di essere ancora il riferimento assoluto della propria epoca.

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