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Sport 3 min di lettura3 ore fa

Ronaldo, il caso Norvegia si riapre: «Il ct ha sbagliato

Il capitano del Portogallo ricostruisce il rapporto con Jorge Jesus, ammette l’errore di non aver salutato i tifosi e contesta la gestione del suo ingresso mancato in campo.

Cristiano Ronaldo ha scelto di raccontare in prima persona quanto accaduto durante l’ultimo ritiro del Portogallo. Al centro della sua ricostruzione c’è il confronto con Jorge Jesus, accusato di aver modificato senza rispettarla l’intesa raggiunta sul suo impiego nella sfida contro la Norvegia. Il fuoriclasse ha inoltre riconosciuto di aver sbagliato a non salutare il pubblico dopo la partita, presentando le proprie scuse ai sostenitori portoghesi e a chi era andato allo stadio anche per vederlo.


L’intesa saltata prima della Norvegia

Secondo Ronaldo, il commissario tecnico gli aveva prospettato un programma preciso per la stagione: sarebbe partito dall’inizio nella prima gara e avrebbe giocato anche l’ultima, mentre la gestione fisica avrebbe previsto diverse sostituzioni. In un primo momento Jesus aveva valutato la possibilità di lasciare il capitano in Portogallo durante la trasferta in Norvegia e Danimarca, ma il giocatore aveva respinto l’idea perché non la riteneva coerente con il suo ruolo nella squadra.

Dopo un colloquio avvenuto alla Cidade do Futebol e un successivo incontro nell’abitazione di Ronaldo a Lisbona, le parti avevano trovato un’intesa che, a detta del giocatore, sembrava condivisa. Ronaldo era sceso in campo ad Alvalade e aveva accettato senza protestare la sostituzione, consegnando personalmente la fascia a Bruno Fernandes. Alla vigilia della gara in Norvegia, però, un assistente lo aveva informato della volontà di Jesus di parlargli.

Il tecnico gli aveva domandato se fosse disponibile a disputare circa 30 minuti. Pur avendo programmato il recupero in vista del successivo impegno al Dragão, Ronaldo aveva accettato. Si era quindi preparato fin dall’intervallo, senza essere poi mandato in campo: «Il commissario tecnico non aveva mantenuto la parola data», ha scritto nel suo messaggio.


Le scuse e il confronto con Jesus

Dopo il successo, Ronaldo ha spiegato di aver preferito isolarsi e di non aver raggiunto i tifosi per il saluto finale. Ha definito quella decisione un errore personale e ha rivolto le sue scuse al pubblico portoghese, ai sostenitori presenti allo stadio e a chi, pur arrivando dall’estero, sperava di assistere a una sua apparizione.

Due giorni più tardi si è svolto un incontro tra il calciatore, Jesus e Simão Coutinho, direttore sportivo dell’Al Nassr e figura presente anche nei precedenti colloqui tra le parti. Ronaldo ha descritto la riunione come diretta e priva di filtri. In quella sede, secondo il suo racconto, era stato concordato che il commissario tecnico avrebbe chiarito pubblicamente l’origine del piano e riconosciuto l’errore commesso durante il riscaldamento.

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La versione presentata in conferenza stampa, tuttavia, non avrebbe rispecchiato quanto discusso in privato. Il portoghese sostiene di aver percepito un tono aggressivo e molto diverso da quello mostrato da Jesus nel confronto precedente. Prima della conferenza era stato anche preparato un documento, approvato da Ronaldo, con i punti che il tecnico avrebbe dovuto affrontare.


Il piano per il capitano

Nelle note condivise, Jesus avrebbe dovuto precisare di aver elaborato personalmente il programma destinato a Ronaldo e che il giocatore lo aveva accettato senza contestare le sue decisioni. Il commissario tecnico avrebbe inoltre dovuto riconoscere il valore del capitano, il suo legame con la Nazionale e il contributo offerto nell’arco di 24 anni.

Il punto più delicato riguardava proprio la gara con la Norvegia. Il piano iniziale non prevedeva la presenza di Ronaldo, ma Jesus aveva ritenuto che il suo recupero fosse sufficiente per permettergli di giocare. La responsabilità del mancato ingresso, secondo la dichiarazione concordata, sarebbe stata quindi esclusivamente dell’allenatore: «Ho sbagliato a far riscaldare un giocatore del calibro di Pelé o Maradona per poi non schierarlo in campo. Se fosse oggi, non lo farei».

Il messaggio avrebbe dovuto chiudersi con la conferma della volontà di avere ancora Ronaldo in Nazionale. Quanto al mancato saluto ai tifosi, Jesus avrebbe dovuto ricondurlo a un episodio di frustrazione, senza metterne in discussione l’attaccamento al Portogallo. Il documento, ha riferito Ronaldo, era stato discusso anche in una videoconferenza con Tiago Craveiro e consegnato al commissario tecnico.

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