Roma sogna, Juve ricostruisce: la sentenza di Pjanic sullo scudetto
A Trento l’ex centrocampista ha promosso la squadra giallorossa, ridimensionato le ambizioni bianconere e indicato il giovanissimo Emre Alajbegovic come possibile erede.
Miralem Pjanic ha tracciato una netta differenza tra le prospettive della Roma e quelle della Juventus. Ospite a Trento del Festival dello Sport, l’ex centrocampista bosniaco ha parlato anche dei grandi campioni incontrati in carriera e del talento che, secondo lui, potrebbe raccogliere un giorno la sua eredità.
La Roma ha riacceso il sogno
Per Pjanic, la squadra giallorossa è quella che in questo momento merita più fiducia nella corsa al titolo. Il bosniaco ha apprezzato il gioco espresso dalla formazione capitolina e il modo in cui riesce a coinvolgere chi la guarda, indicando in Paulo Dybala e Donyell Malen due elementi decisivi per alimentare le ambizioni della Roma.
La condizione dell’argentino, in particolare, viene considerata determinante. Se Dybala riuscirà a stare bene, insieme a Malen potrebbe spingere la squadra verso un traguardo che manca da tempo: «La Roma può sognare lo scudetto», ha affermato Pjanic durante l’incontro.
Alla Juventus serve una ripartenza
Il giudizio sulla Juventus è stato invece più prudente. Secondo l’ex bianconero, parlare già di scudetto sarebbe prematuro, soprattutto alla luce del rendimento della scorsa stagione. L’Inter viene indicata come la principale candidata grazie alla profondità della rosa, mentre Napoli e Roma restano tra le formazioni da tenere in considerazione.
Pjanic ha spiegato che la priorità della Juventus dovrebbe essere una ricostruzione rapida, perché a Torino l’obbligo di vincere resta sempre presente. In questo quadro, il ritorno in Champions League rappresenterebbe un obiettivo più realistico e adeguato alla situazione attuale.
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Messi, Ronaldo e il ricordo di Totti
Parlando degli ex compagni, Pjanic ha collocato Lionel Messi al primo posto tra i calciatori con cui ha condiviso lo spogliatoio. Un’intera stagione al suo fianco gli ha permesso di osservare da vicino una normalità quotidiana fuori dal comune: l’argentino, a suo giudizio, sembrava capace di trasformare in semplici anche le giocate più difficili.
Diverso il ricordo di Cristiano Ronaldo, associato soprattutto alla mentalità. «Con Cristiano partivo sempre 1-0, era ossessionato dal gol», ha raccontato Pjanic, sottolineando come la sua determinazione riuscisse a trascinare l’intero gruppo anche dopo gli errori. Il bosniaco ha ricordato inoltre Francesco Totti, con cui ha condiviso soltanto l’ultima parte della carriera: giocare con lui, ha detto, è stato un sogno, mentre il soprannome “Principe” ricevuto dal capitano romanista rappresenta per lui un motivo d’orgoglio.
Il possibile erede ha tredici anni
La parte più sorprendente dell’intervento ha riguardato il nome indicato come possibile successore di Pjanic. Non si tratta di un giocatore già affermato, ma di Emre Alajbegovic, fratello di Kerim, che oggi ha soltanto 13 anni.
Pjanic ha invitato ad aspettare prima di esprimere giudizi definitivi, lasciando però intendere di seguire con attenzione la crescita del ragazzo: «Nuovo Pjanic? Il fratello di Kerim, Emre Alajbegovic, ha 13 anni: ne parleremo tra un paio di anni, vedrete».
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