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Sport 2 min di lettura13 ott

Roma-Real, la prova di Gasperini: identità e ambizioni senza proclami

Alla vigilia della sfida europea, l’allenatore della Roma punta sulla continuità del progetto e vede nel Real Madrid un test decisivo

La sfida contro il Real Madrid arriva per la Roma come un esame di alto livello, ma Gian Piero Gasperini non intende modificare il percorso intrapreso. L’allenatore considera il confronto con gli spagnoli l’occasione ideale per misurare la competitività della squadra, senza rinunciare ai propri principi.

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Il test contro una grande d’Europa

Il momento, secondo Gasperini, è favorevole per affrontare il Real Madrid. La Roma ha appena incrociato Inter e Como, indicate dal tecnico tra le formazioni più forti del calcio italiano, e ora si prepara a incontrare una delle realtà di vertice in Europa.

«Vogliamo capire quanto possiamo essere competitivi», ha spiegato l’allenatore alla vigilia della partita. Il Real resta però un avversario di enorme prestigio: ha già superato l’Inter in Champions League e, anche se potrebbe non essere ancora al massimo della condizione, conserva una qualità capace di punire ogni errore.


La Roma non cambia pelle

Gasperini lega il percorso europeo all’identità costruita dalla squadra. L’atteggiamento mantenuto nella stagione precedente ha permesso di chiudere al terzo posto e di conquistare l’accesso alla Champions League; per questo, anche davanti al Real, la Roma non dovrebbe abbandonare le proprie caratteristiche.

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«Abbiamo caratteristiche che non snaturiamo», ha affermato il tecnico, ricordando quanto sia rischioso pensare di avere ormai messo alle corde gli spagnoli: proprio in quei momenti, ha osservato, il Real può trovare il modo di segnare.


Obiettivi ambiziosi ma prudenti

L’allenatore ha ammesso di voler fare meglio rispetto all’esperienza vissuta con l’Atalanta, club che aveva iniziato il proprio cammino da una posizione più arretrata rispetto alla Roma. Con quella squadra non arrivò il successo in Champions League, ma fu conquistata l’Europa League.

Per il tecnico, tuttavia, non è il momento di lanciare proclami. La priorità è consolidare la crescita della Roma, anche considerando che l’ultimo successo di una squadra italiana in Champions League risale all’Inter nel 2011. La gara con il Real Madrid servirà così a verificare i progressi compiuti, mantenendo intatta la direzione del progetto.

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