Quattro gol e un’altra Italia: Mancini trova la formula giusta
Dopo il ko con il Belgio, gli Azzurri cambiano volto contro la Turchia grazie a scelte diverse e a una prestazione di grande intensità.
Il 4-1 contro la Turchia ha ribaltato in pochi giorni il giudizio sulla Nazionale. Dal passo falso contro il Belgio è emersa una squadra più coraggiosa, tecnica e resistente, capace di comandare la partita per gran parte del primo tempo e di reagire anche alle difficoltà della ripresa.
La spiegazione non sta soltanto nel risultato. Il livello degli avversari era diverso, ma Roberto Mancini ha soprattutto modificato l’assetto iniziale, affidandosi a giocatori capaci di portare energia e personalità. Kayode, Bastoni, Fagioli, Frattesi, Sebastiano Esposito e Raspadori hanno dato agli Azzurri un’identità nuova.
Le scelte cambiano il volto azzurro
La Turchia ha concesso all’Italia maggiore libertà rispetto al Belgio, ma la prestazione non può essere ridotta a questa differenza. La squadra ha giocato con continuità, ha pressato alto e ha mantenuto una buona intensità, mostrando una solidità che sembrava lontana soltanto tre giorni prima.
In difesa Kayode ha confermato di avere qualità importanti e ampi margini di crescita. Donnarumma, praticamente inoperoso nel primo tempo tra pioggia e attese senza interventi, nella ripresa ha commesso un’uscita fuori tempo. Al suo fianco, Scalvini ha gestito il compito con ordine, mentre Bastoni ha aggiunto personalità e ha trovato una rete pesante, utile anche per allontanare le incertezze accumulate dopo l’esordio negativo. Ruggeri, sulla fascia opposta, ha offerto una prova concreta e affidabile.
Fagioli detta il ritmo
A centrocampo Tonali ha ritrovato disciplina e attenzione davanti alla difesa, dando equilibrio alla squadra. Fagioli, invece, è stato il giocatore più brillante del reparto: qualità nelle giocate, lucidità e una presenza che rende ancora più difficile capire perché sia stato utilizzato così poco finora.
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Frattesi ha completato il reparto con i suoi inserimenti. Il suo gol ha premiato una partita fatta di scatti, tempismo e movimenti senza palla, elementi che hanno permesso all’Italia di attaccare con più soluzioni e di non schiacciarsi dopo il vantaggio.
L’attacco ritrova fiducia
Raspadori ha disputato una delle sue prove migliori degli ultimi anni, dando valore alla maglia numero 10 con una prestazione piena e continua. Dopo il suo ingresso, Cambiaghi ha trovato una partita ormai diversa, più fisica e meno adatta ai confronti con il brillante undici visto nella prima frazione.
In avanti hanno convinto anche Pio e Sebastiano Esposito, fratelli originari di Castellammare di Stabia. Sotto la pioggia hanno pressato, combattuto e allungato la formazione turca; Pio ha poi firmato di testa il quarto gol, premiando il suo atteggiamento offensivo. Sebastiano ha lasciato il campo dopo un’ora, mentre Doumbia si è spostato a destra per sostenere Kayode.
Nel finale sono entrati anche Scamacca e Romano, quando servivano soprattutto corsa e resistenza su un terreno appesantito dall’acqua. Il successo non cancella la differenza di valore tra Belgio e Turchia, ma conferma che le nuove scelte hanno restituito all’Italia gioco, carattere e una prospettiva diversa.
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