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Sport 1 min di lettura6 giorni fa

Okoye rompe il silenzio: vita privata, squalifica e un problema a Udine

Il portiere dell’Udinese racconta il periodo più complicato, difende il lavoro svolto in allenamento e spiega perché nello spogliatoio di Runjaic l’inglese è diventato indispensabile.

Maduka Okoye ha scelto di spostare il racconto lontano dai gossip e di concentrarsi su ciò che conta davvero per lui: il campo. Nell’intervista a La Repubblica, il portiere nigeriano dell’Udinese ha chiarito che la sua vita privata resta fuori dal calcio e ha ribadito che moda e sfilate non influenzano il rendimento sportivo.


La sfera privata resta fuori

Parlando di Belen Rodriguez, Okoye ha preferito non entrare nei dettagli. Ha spiegato che non vuole mischiare affetti e professione, perché per lui le questioni personali non cambiano il modo in cui lavora e non tolgono concentrazione né a lui né ai compagni. Lo stesso approccio, ha aggiunto, vale anche per le apparizioni nel mondo della moda, che considera interessanti ma separate dalla sua attività da calciatore.


I mesi difficili dopo lo stop

Il portiere ha poi ripercorso i mesi di pausa legati alla vicenda delle scommesse, definiti da lui una fase complessa. Nonostante l’interruzione, ha raccontato di aver continuato ad allenarsi con il gruppo e di aver tratto beneficio dal lavoro con i preparatori dei portieri, ringraziandoli per il miglioramento nelle uscite basse e alte e nel gioco con i piedi. Un riconoscimento è andato anche alla società e alla famiglia Pozzo, che gli sono rimasti accanto nei passaggi più delicati.

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In squadra l’inglese è obbligatorio

Infine, Okoye ha spiegato perché a Udine il tecnico Kosta Runjaic comunichi in inglese durante le sedute. Con soli quattro giocatori italiani e una presenza molto più ampia di stranieri, ha osservato, usare un’altra lingua renderebbe difficile farsi capire dal resto del gruppo. Per questo, secondo il portiere, l’inglese è diventato la soluzione necessaria per tenere tutti allineati in allenamento.

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