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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Nico Paz, la notte in Champions svela il suo vero alleato: Fabregas

Il talento argentino racconta l’esordio europeo del Como, il decisivo percorso con Cesc Fabregas e le ambizioni della squadra nella competizione.

La prima notte di Champions League del Como ha lasciato a Nico Paz un ricordo indelebile. L’atmosfera dello stadio e l’inno della competizione hanno dato forma a un sogno inseguito fin da bambino, ma il trequartista argentino guarda anche al percorso personale che lo ha portato fino a quel palcoscenico.


Il sogno europeo prende forma

L’esordio contro il Lipsia è arrivato davanti al pubblico di casa e ha avuto un significato particolare per tutto il gruppo. Paz ha raccontato che molti compagni non avevano mai disputato una gara di Champions League: per loro, quel momento ha rappresentato sia una conquista professionale sia un passaggio importante sul piano personale.

La presenza dell’inno, proprio nello stadio del Como, ha aumentato l’emozione. Di fronte c’era una formazione abituata a giocare in Europa, ma l’argentino ha spiegato che la squadra lombarda ha vissuto l’appuntamento come la realizzazione di un desiderio coltivato da ogni giovane calciatore: “È stato un sogno che si avvera e un passo avanti”.


Fabregas ha cambiato il percorso

Prima dell’esperienza in Serie A, Paz arrivava dal Castilla e aveva collezionato soltanto alcune apparizioni con il Real Madrid. Il suo ruolo principale, però, restava quello di giocatore della squadra riserve, impegnata in una categoria inferiore rispetto alla massima serie italiana.

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Il trasferimento al Como gli ha offerto continuità, responsabilità e la possibilità di lavorare quotidianamente sotto la guida di Cesc Fabregas. Il tecnico catalano gli ha concesso libertà sul campo e, secondo il fantasista, ha avuto un peso centrale nella sua maturazione: “Mi ha insegnato praticamente tutto”. Paz ha inoltre sottolineato la fiducia ricevuta fin dal primo giorno, indicando nell’allenatore il principale artefice della propria evoluzione calcistica e umana.


Como, la crescita passa dalle sfide

Per Paz, il Como non può considerare raggiunto il proprio traguardo. Il calendario europeo proporrà avversari via via più competitivi e richiederà ulteriori progressi, sia individuali sia collettivi. L’argentino ha descritto il gruppo come ambizioso e convinto della necessità di migliorare partita dopo partita.

La squadra, ha spiegato, dovrà affrontare ogni incontro con la massima disponibilità al sacrificio. Se gli avversari dovessero imporsi dopo una prestazione completa del Como, toccherebbe riconoscerne la superiorità; diverso sarebbe il bilancio qualora i giocatori uscissero dal campo con il rimpianto di non aver dato tutto. La disponibilità a correre, correggersi e crescere insieme resta quindi la base indicata da Paz per fare strada in Champions League.

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