Nessuno resti a terra: Cip e Lega Navale ampliano lo sport inclusivo
Un’intesa triennale punta a trasformare sedi, imbarcazioni e competenze specialistiche in nuove opportunità sportive per le persone con disabilità
«Il mare è di tutti»: Donato Marzano, presidente della Lega Navale Italiana, riassume così l’obiettivo della collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico. L’intesa punta a fare in modo che una prima esperienza in barca, in canoa o sott’acqua possa diventare un’attività continuativa e, per chi lo desidera e ne ha le capacità, anche un possibile percorso agonistico.
Marzano sottolinea che la Lega Navale ha già sviluppato una rete composta da sedi accessibili, mezzi adeguati, istruttori e volontari. «Insieme vogliamo che nessuno resti a terra», ha aggiunto parlando dell’accordo.
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Una rete per lo sport accessibile
Secondo Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, la nuova intesa consolida attività che in diverse aree del Paese hanno già prodotto risultati concreti. Il dirigente considera gli sport nautici strumenti utili per sostenere l’autonomia, il benessere psicofisico e la partecipazione alla vita sociale.
«Il mare deve essere una risorsa accessibile a tutti e lo sport può contribuire concretamente a raggiungere questo obiettivo», ha dichiarato De Sanctis. Il presidente del Cip ha inoltre spiegato che la collaborazione consentirà di condividere professionalità, spazi e competenze con le strutture territoriali e con le federazioni impegnate nella vela, nella canoa e nel canottaggio.
L’accordo prevede anche il coinvolgimento di tecnici qualificati messi a disposizione dal Cip. L’obiettivo è accompagnare le persone con disabilità in condizioni di sicurezza, dalla fase di avvicinamento fino alla pratica più strutturata delle discipline nautiche.
Barche inclusive e progetti già attivi
La Lega Navale dispone di una flotta solidale composta da 76 imbarcazioni a vela accessibili, tra Hansa 303 e Malupa. Si tratta di mezzi pensati per consentire a persone con differenti disabilità di partecipare alle attività veliche.
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Nel patrimonio affidato all’organizzazione figurano anche alcune imbarcazioni d’altura confiscate alla criminalità organizzata. Tra queste c’è “Our Dream”, Jeanneau Sun Odyssey 53 della Sezione di Palermo, dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: è stata la prima “barca della legalità” resa utilizzabile anche da persone con disabilità motorie.
La collaborazione si basa su esperienze già realizzate. Negli anni passati, Sezioni della Lega Navale e Comitati regionali del Cip hanno promosso raduni ed eventi di avviamento; ad Arona e Savona si sono svolti i Campus Inail-Cip destinati agli infortunati sul lavoro, mentre a Palermo il progetto Multisport Cip Sicilia ha coinvolto giovani e adulti con disabilità.
A queste iniziative si aggiunge la preparazione di personale e volontari impegnati nelle attività inclusive. Il nuovo percorso punta quindi a rafforzare una rete già operativa, rendendo più numerosi e omogenei i punti di accesso allo sport nautico.
Intesa triennale tra Cip e Lega Navale
Il Protocollo d’intesa è stato firmato a Roma da De Sanctis e dall’ammiraglio Donato Marzano. La durata prevista è di tre anni e il progetto coinvolgerà le strutture territoriali dei due enti, con particolare attenzione alle 250 Sezioni e Delegazioni della Lega Navale situate sul mare o nei pressi dei laghi.
In queste sedi potranno essere organizzate iniziative comuni, manifestazioni e progetti dedicati alla vela, al canottaggio, alla canoa e alle attività subacquee. L’accordo mira così a collegare le opportunità di base con quelle agonistiche, offrendo un sostegno graduale a chi intende proseguire nello sport paralimpico.
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