Mourinho torna all’Olimpico: perché Roma non lo ha dimenticato
La Conference League resta il simbolo del biennio giallorosso, ma il rapporto costruito con la piazza va oltre vittorie, sconfitte e classifica.
La Roma si prepara a riaccogliere José Mourinho in un Olimpico che, con ogni probabilità, gli riserverà un tributo speciale. Il bilancio dell’allenatore portoghese non è quello di un ciclo dominato: una Conference League conquistata, una finale di Europa League persa e tre sesti posti in campionato. Eppure il legame con la tifoseria è rimasto intatto anche dopo l’esonero del gennaio 2024.
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La notte di Tirana resta indelebile
L’arrivo di Mourinho aveva riacceso una piazza rimasta a lungo priva dei suoi riferimenti principali, dopo gli addii di Francesco Totti e Daniele De Rossi. L’entusiasmo si è tradotto anche in uno stadio spesso pieno, con il tema del tutto esaurito tornato centrale nel confronto cittadino con la Lazio.
Il momento destinato a restare nella memoria è però la finale di Conference League del 2022. A Tirana, contro il Feyenoord, Nicolò Zaniolo ha segnato il gol decisivo: la Roma è tornata a sollevare un trofeo europeo e Mourinho ha indicato proprio quella serata come il ricordo più felice della sua carriera, nonostante avesse già conquistato titoli di maggiore prestigio.
«Non è il trofeo più importante che ho vinto, ma per la dimensione di gioia che ha portato dico la Conference League conquistata con la Roma», aveva raccontato nel febbraio 2024, poco prima dell’addio. Per i sostenitori giallorossi, quella celebrazione ha rapidamente oscurato anche i successi ottenuti da Mourinho con l’Inter nel 2009 e nel 2010, arrivati proprio contro la Roma.
Un bilancio meno semplice dei numeri
Le statistiche raccontano 168 partite sulla panchina romanista, con 68 vittorie, 30 pareggi e 40 sconfitte. A completare il quadro ci sono tre sesti posti in Serie A e la finale di Europa League disputata a Budapest contro il Siviglia, conclusa con la sconfitta ai rigori.
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In quella squadra figuravano calciatori come Tammy Abraham, Lorenzo Pellegrini, Paulo Dybala, Nemanja Matic e Georginio Wijnaldum. Considerato soltanto attraverso i risultati, il percorso non appare troppo distante da quello di Paulo Fonseca, salvo il titolo europeo conquistato: all’epoca, però, la Conference League non esisteva ancora.
Il peso dell’esperienza non si esaurisce quindi nelle classifiche. Mourinho ha sostenuto di non voler mai parlare contro la Roma o contro la proprietà e ha definito il club una casa sul piano affettivo, riconoscendo anche gli errori commessi durante il suo incarico.
Gasperini prepara il tributo
Gian Piero Gasperini ha anticipato che l’accoglienza dell’Olimpico sarà coerente con il sentimento maturato negli anni tra Mourinho e i tifosi. «Nei confronti di Mourinho c’è stato sicuramente un amore importante da parte dei tifosi e quindi merita tutto il riconoscimento che gli tributerà la gente», ha detto parlando del possibile omaggio.
L’allenatore ha però aggiunto che, una volta iniziata la partita, l’affetto lascerà spazio al sostegno per la Roma. La serata, dunque, unirà memoria e competizione: prima il riconoscimento a chi ha riportato un trofeo europeo nella capitale, poi il tifo per la squadra in campo.
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