Montréal, la richiesta per Nicolò: gli Azzurri col lutto ai Mondiali
Bikeitalia chiede alla Federciclismo un segno visibile dopo la morte del bambino di Torino: l’idea è far correre la Nazionale con il lutto al braccio nelle prove in linea iridate.
La morte di Nicolò, 7 anni, investito a Torino mentre andava a scuola in bicicletta con il padre, ha spinto Bikeitalia a rivolgere un appello alla Federciclismo. L’associazione chiede che la Nazionale italiana arrivi ai Mondiali di Montréal con il lutto al braccio, come gesto pubblico di memoria e di protesta.
L’idea, spiegano dal sito, è legare il ricordo del bambino a un messaggio più ampio sulla sicurezza di chi pedala ogni giorno. Secondo Bikeitalia, il mondo del ciclismo non può limitarsi al cordoglio quando una tragedia colpisce un minore in strada.
Un segno visibile sulle strade del Canada
Nel testo diffuso oggi, Bikeitalia sottolinea che un simbolo semplice potrebbe portare questa vicenda davanti a un pubblico internazionale. Le maglie azzurre, viene ricordato, sono tra i riferimenti più riconoscibili dello sport italiano e, proprio per questo, la presenza del lutto nelle prove in linea avrebbe un forte valore mediatico.
L’appello è indirizzato al presidente Cordiano Dagnoni e alla Federazione Ciclistica Italiana. L’obiettivo dichiarato è dare voce a una morte che, secondo il sito, non dovrebbe restare confinata al dolore di una sola famiglia.
Il tema della sicurezza torna al centro
Nel messaggio, Bikeitalia richiama anche le posizioni già espresse dalla federazione sulla sicurezza stradale. Per il sito, questo sarebbe il momento di trasformare quelle parole in un atto concreto, mostrando che il ciclismo professionistico e chi usa la bici per spostarsi ogni giorno condividono la stessa battaglia.
Viene riconosciuto che per una scelta del genere servirebbe il via libera dell’Uci e che l’esito potrebbe essere negativo. Tuttavia, si legge nell’appello, vale la pena tentare perché le gare più importanti devono ancora essere disputate e i tempi tecnici, secondo l’iniziativa, esistono ancora.
Una morte che non deve restare cronaca locale
L’appello insiste anche su un altro punto: le morti in bicicletta, osserva Bikeitalia, finiscono spesso rapidamente nell’elenco della cronaca locale senza aprire un dibattito più ampio. In questo caso, viene contestato, si rischia di perdere l’ennesima occasione per parlare di velocità delle auto in città, qualità delle piste ciclabili e sicurezza per chi accompagna i figli a scuola su due ruote.
La conclusione del testo è netta: non dovrebbe essere accettabile che un bambino di 7 anni perda la vita mentre va a scuola in bici. Da qui la richiesta alla Nazionale, perché ricordi Nicolò e, insieme, riporti il tema della sicurezza stradale al centro dell’attenzione pubblica.