Milan, l’allarme di Marco Simone: così lo scudetto si allontana
L’ex attaccante rossonero riflette sui continui cambiamenti del club, sulle difficoltà di Gonçalo Ramos e sui nuovi equilibri della Serie A.
Il Milan continua a rappresentare un legame speciale per Marco Simone, ma proprio il rapporto affettivo con il club rende più forte la sua preoccupazione. Secondo l’ex attaccante rossonero, la squadra può ancora migliorare, anche se la continua alternanza di giocatori e allenatori rischia di complicare la corsa ai grandi traguardi.
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Simone teme una squadra senza continuità
L’ex centravanti invita a non emettere sentenze dopo un avvio di stagione ancora breve: il nuovo tecnico e gli acquisti hanno bisogno di tempo per conoscersi e trovare automatismi. Tuttavia, il problema di fondo resta la frequenza dei cambiamenti, che rende più difficile costruire un gruppo competitivo e pronto a vincere.
Simone ricorda che, in passato, i nuovi arrivati potevano inserirsi in una struttura già consolidata. La concorrenza per conquistare un posto da titolare era elevata, ma chi entrava in campo trovava riferimenti e meccanismi collaudati. Da tifoso, quindi, non nasconde il timore per le ambizioni del club: «Se il Milan non ambisce a vincere lo scudetto, sono preoccupato».
Ramos aspetta più occasioni
Sul rendimento di Gonçalo Ramos, Simone non mette in discussione le qualità dell’attaccante portoghese. Le difficoltà, a suo giudizio, erano prevedibili perché il modo di giocare del Milan presenta caratteristiche diverse rispetto a quello del Paris Saint-Germain.
La crescita del centravanti sarà legata anche alla produzione offensiva della squadra. Se il Milan riuscirà a costruire più occasioni e a esprimere un gioco più incisivo, Ramos potrà trovare condizioni migliori per valorizzare le proprie caratteristiche.
Il nuovo calcio favorisce gli attaccanti
Simone ha poi osservato come il calcio contemporaneo offra maggiori opportunità a chi gioca in avanti. Le regole attuali e la maggiore frequenza dei cartellini possono proteggere di più gli attaccanti rispetto al passato, quando le difese concedevano meno spazi e i duelli erano più duri.
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Proprio per questo si è chiesto quale sarebbe stato il suo bottino in una Serie A come quella odierna. Non ha fornito una cifra, ma ha sottolineato che avrebbe avuto più occasioni, come molti altri centravanti. Con ironia, ha anche immaginato quante espulsioni avrebbe potuto provocare un giocatore come Maradona in un contesto regolamentare diverso.
Inter davanti a tutte le rivali
Nel quadro del campionato, Simone considera l’Inter la formazione più completa, soprattutto per la profondità e la qualità della rosa. Il Milan, invece, viene collocato nel gruppo delle inseguitrici insieme a Roma, Como, Juventus, Napoli e Lazio.
Per avvicinarsi ai nerazzurri, i rossoneri dovranno aumentare sia il numero delle reti sia la qualità del gioco prodotto. Roma e Como stanno offrendo prestazioni convincenti, mentre Simone indica nella Lazio la sorpresa più significativa rispetto alle risorse disponibili.
A guidare i biancocelesti c’è Gennaro Gattuso, ex compagno di Simone al Milan e collega nel corso per allenatori di Coverciano. L’ex attaccante ne riconosce la preparazione e la capacità di ottenere il massimo dai calciatori a disposizione. Resta invece più distante dal campionato attuale, nel quale avverte una presenza straniera molto più ampia rispetto al passato e dice di sentirsi «un po’ disinnamorato».
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