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Sport 2 min di lettura40 min fa

Milan, la notte dei leader: il gesto di Maignan riapre il caso mentalità

La reazione del portiere contro Adams e il rendimento degli uomini scelti da Amorim riaccendono i dubbi sulla tenuta mentale della squadra.

La sconfitta contro il Bournemouth ha lasciato al Milan più di un problema tecnico. La squadra, profondamente cambiata rispetto all’undici abituale, è apparsa incapace di reggere il confronto sul piano dell’attenzione e dell’intensità. A complicare ulteriormente la serata è arrivata anche l’espulsione di Mike Maignan, episodio che ha riportato in primo piano il tema della mentalità.

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Il gesto di Maignan pesa ancora

Il portiere francese ha reagito in modo plateale al confronto con Adams, mentre il Milan stava progressivamente perdendo il controllo della partita. L’arbitraggio, giudicato particolarmente severo e caratterizzato da un cartellino rosso ritenuto da alcuni eccessivo, può essere discusso; tuttavia, la reazione di Maignan resta difficile da giustificare.

Ruben Amorim ha richiamato soprattutto la responsabilità dei calciatori più esperti. «Dobbiamo rimanere in undici contro undici in campo, soprattutto da parte dei più esperti», ha spiegato il tecnico al termine della gara, sottolineando poi che la prestazione è stata negativa sotto ogni profilo. L’allenatore ha chiesto di archiviare rapidamente l’episodio e di concentrare le energie sul campionato.


Le scelte di Amorim sono sotto esame

A Bournemouth hanno trovato spazio anche Pervis Estupiñán e Ruben Loftus-Cheek, due elementi di esperienza che nelle ultime settimane sono stati criticati per il rendimento. Amorim continua a puntare su di loro, garantendo minuti e continuità, ma finora la fiducia non è stata ripagata da prove convincenti.

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Il rendimento dei veterani apre così una domanda sulla strada da seguire: il cambio di passo potrebbe richiedere l’impiego di giocatori considerati più affidabili? Una risposta parziale arriverà dalle prossime tre sfide, contro Udinese, Bologna e Inter, che metteranno alla prova la capacità del Milan di reagire.


Un problema già segnalato

Il tema non nasce dalla trasferta inglese. Adrien Rabiot aveva già invitato i compagni a riflettere sulla mentalità dopo le partite con Sassuolo, a Reggio Emilia, e Atalanta, a San Siro. In entrambe le occasioni il centrocampista aveva evidenziato una fragilità che sembra avere radici nella stagione precedente.

Nello scorso campionato il Milan aveva infatti abbandonato la corsa alla zona Champions League dopo essere rimasto a lungo tra il secondo e il terzo posto. Il rendimento contro un Bournemouth organizzato tatticamente, nonostante le numerose modifiche alla formazione, ha riaperto quel vecchio interrogativo: per cambiare direzione non basteranno soltanto uomini e moduli, ma servirà una risposta più solida nei momenti di difficoltà.

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