Mbappé perde sponsor in Cina, stop anche alla Liga
Una battuta associata a Mao Zedong ha provocato la rottura con Dongpeng, Mengniu e Mikground e la reazione di Pechino.
Kylian Mbappé ha perso il sostegno di diversi marchi cinesi dopo una battuta collegata a un’immagine virale con Mao Zedong. La polemica ha coinvolto anche la trasmissione della Liga in Cina.
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La Liga scompare dalla televisione
Cctv, l’emittente statale cinese, ha interrotto la diffusione delle partite del campionato spagnolo. Dai suoi canali sono stati inoltre rimossi filmati e inserzioni pubblicitarie che mostravano l’attaccante del Real Madrid.
La decisione ha esteso il caso dal rapporto tra Mbappé e i suoi sponsor al calcio spagnolo. La sospensione riguarda infatti la copertura televisiva della Liga, oltre ai contenuti commerciali legati al giocatore francese.
Pechino respinge le parole del calciatore
Il ministero degli Esteri cinese ha preso posizione sulla vicenda. Il portavoce Guo Jiakun ha sostenuto che ogni comportamento ritenuto offensivo verso il popolo cinese troverà una ferma opposizione da parte della società.
In Cina, i riferimenti ironici a Mao, morto nel 1976 e considerato il fondatore della Repubblica Popolare, sono ancora percepiti come irrispettosi. Il tema resta soggetto a forti sensibilità sociali e politiche.
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Sponsor e origine della polemica
Dongpeng ha annunciato l’immediata conclusione della collaborazione con Mbappé. In un comunicato, l’azienda ha dichiarato: «La nostra azienda si oppone fermamente e adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi comportamento che offenda i sentimenti nazionali».
Anche Mengniu e Mikground hanno comunicato la fine dei rispettivi accordi commerciali con il capitano della Francia. Durante i Mondiali del 2026, Dongpeng aveva trasmesso spot con immagini create dall’intelligenza artificiale del calciatore mentre beveva una bevanda sportiva del marchio.
Il caso è nato da un’intervista rilasciata a MadridXtra. Parlando dell’immagine satirica che lo aveva divertito di più, Mbappé ha detto: «Quella che mi ha fatto ridere di più è quella in cui mettono la mia faccia su un dittatore cinese. La uso spesso con i miei amici».
Il giocatore non aveva pronunciato il nome di Mao, ma sui social la frase è stata collegata al fotomontaggio diventato popolare, nel quale il volto del francese viene sovrapposto a quello dell’ex leader cinese.
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Mbappé perde due sponsor cinesi dopo la battuta su Mao
Il portavoce degli Esteri Guo Jiakun ha difeso la protesta pubblica dopo il video diffuso sui social cinesi.
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