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Sport 3 min di lettura16 ott

Malen sfida Lautaro: «A Roma ho imparato cosa significa essere stanco

L’attaccante della Roma racconta l’intesa con Dybala, la scelta di lasciare l’Aston Villa e l’impatto degli allenamenti di Gasperini.

La Roma ha trovato in Donyell Malen un attaccante già pienamente coinvolto nel progetto giallorosso. L’olandese, fermato dalla squalifica per la gara contro il Monza, ha parlato del rapporto con Paulo Dybala, dell’ambientamento nella capitale e della concorrenza a distanza con Lautaro Martinez, fissando anche un obiettivo personale: segnare più del centravanti dell’Inter.

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Dybala e Malen si cercano già

L’intesa con Dybala, secondo Malen, è nata quasi subito: sarebbero bastati il primo o il secondo allenamento condiviso. Il rendimento della coppia, ha spiegato, nasce dall’equilibrio tra i suoi movimenti senza palla e la qualità dell’argentino nel trovare il passaggio giusto.

L’olandese ha sottolineato che non si tratta di uno schema costruito soltanto da uno dei due. A volte è lui a liberarsi nello spazio, in altre occasioni è Dybala a inventare la giocata: una combinazione che entrambi vogliono trasformare in occasioni durante le partite.


La scelta di lasciare l’Aston Villa

Malen ha attribuito a se stesso la decisione di chiudere l’esperienza all’Aston Villa. Il motivo principale era la necessità di giocare con continuità e di sentirsi importante all’interno della squadra, con la possibilità di scendere in campo ogni fine settimana.

L’impatto con Roma è stato favorito dalla fiducia ricevuta dall’allenatore e dai compagni, oltre che dall’esperienza accumulata nel corso della carriera. L’attaccante ha spiegato di sentirsi nel posto giusto e di considerare decisivo il sostegno dell’ambiente per esprimersi al meglio.

Ad averlo colpito sono stati soprattutto le dimensioni della società, il calore dei tifosi e la volontà condivisa di riportare il club al successo. Nella capitale, ha aggiunto, ha trovato persone straordinarie e una passione nella quale si riconosce.


Gasperini alza subito il ritmo

Tra gli aspetti più impegnativi del nuovo percorso ci sono le sedute dirette da Gian Piero Gasperini. Malen ha escluso di essere arrivato a stare male per la fatica, come era stato raccontato in passato per alcuni giocatori dell’Atalanta, ma ha definito comunque molto pesante il lavoro quotidiano.

«Gli allenamenti sono duri e Gasperini non scherza, ma è una cosa positiva per la squadra», ha raccontato l’attaccante. Proprio durante queste sessioni avrebbe imparato anche la parola “stanco”: il carico è elevato, ma gli consente di sentirsi in buona condizione fisica.

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Malen ha poi chiarito di non aver saltato l’ultima convocazione con la nazionale olandese per scelta. Era infortunato e provava dolore, perciò l’assenza è stata una delusione, visto il desiderio di rispondere alla chiamata.


Italia e Inghilterra, due partite diverse

Nel confronto tra Serie A e Premier League, l’attaccante ha indicato anche il clima come uno dei fattori capaci di influenzare il ritmo. Le temperature estive italiane, arrivando fino a 40 gradi, possono rendere necessario rallentare la gara; in Inghilterra, invece, le condizioni permettono più spesso continui cambi di fronte.

La differenza più significativa, però, riguarda l’organizzazione tattica. Malen ha osservato che in Italia alcune squadre difendono con cinque uomini e costruiscono blocchi molto compatti, mentre in Inghilterra prevalgono maggiormente i duelli individuali e partite più aperte.


Il momento che gli ha dato fiducia

Sul piano personale, Malen ha indicato l’esordio e la tripletta come uno dei passaggi più importanti della stagione. Allo stesso tempo, ha giudicato incoraggiante anche la prestazione contro l’Inter, nonostante il risultato negativo, perché la Roma gli è sembrata unita e capace di costruire qualcosa di speciale.

L’olandese ha inoltre spiegato di non essere particolarmente incline a protestare con gli arbitri. Preferisce restare concentrato ed evitare discussioni che considera una distrazione, respingendo anche l’etichetta di simulatore.

Tra i compagni che lo hanno sorpreso ha citato diversi giovani e, in particolare, Niccolò Pisilli e Matias Soulé, oltre al portiere Mile Svilar. La sua prima impressione è quella di un gruppo dotato di grande qualità, nel quale ha già individuato risorse importanti per il cammino della Roma.

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