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Sport 3 min di lettura3 ore fa

Maldini rompe il silenzio: «Ora si conoscerà la verità

L’attaccante del Cagliari racconta la rinascita in campo, l’arrivo in Nazionale e il caso giudiziario che lo ha coinvolto.

Daniel Maldini si gode il momento migliore della sua stagione, ma nell’intervista a Sky Sport ha scelto di affrontare anche l’episodio fuori dal campo che lo ha messo al centro dell’attenzione. L’attaccante del Cagliari ha parlato dell’incidente automobilistico, del sostegno ricevuto dalla famiglia e dei giudizi arrivati nelle ultime settimane.

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L’incidente resta una ferita aperta

Maldini ha ammesso le proprie responsabilità, distinguendo però ciò che ha realmente fatto dalle accuse che gli sono state rivolte. «Ho fatto una cavolata e giustamente pago per quello che ho fatto. Però è giusto che io non paghi per cose che non ho fatto», ha spiegato, sostenendo che la vicenda sia ormai arrivata a un punto in cui i fatti saranno chiariti.

Il giocatore ha raccontato di aver attraversato quel periodo grazie alla presenza costante dei genitori e del fratello. La famiglia, ha sottolineato, è stata il suo principale punto di riferimento e lo ha aiutato a superare le difficoltà. Maldini ha inoltre riconosciuto di aver ricevuto molta durezza nei giudizi, ma ha ribadito di non attribuire un peso decisivo alle opinioni altrui.


A Cagliari ha ritrovato fiducia

Il trasferimento in Sardegna ha coinciso con un rendimento in crescita. Maldini ha segnato in quattro giornate consecutive e ha indicato la rete contro la Juventus, arrivata anche nel giorno del suo compleanno, come la più significativa finora: non per la spettacolarità, ma per il valore della partita.

A Cagliari il calciatore indossa la maglia numero 70 e ha trovato un ambiente che gli ha trasmesso sicurezza. «La fiducia del club, dello staff e dei compagni è la cosa più importante per me», ha detto, collegando il suo rendimento alla serenità costruita quotidianamente con la squadra.

La prossima sfida contro il Monza avrà per lui un significato particolare. Maldini ha vissuto un periodo positivo anche con la formazione brianzola e considera la gara un’occasione per ritrovare emozioni legate al passato, senza però perdere di vista il percorso intrapreso con il Cagliari.

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Il ritorno in Azzurro e il cognome

Le prestazioni offerte in campionato gli hanno procurato la convocazione nella Nazionale guidata da Roberto Mancini. Maldini ha parlato con entusiasmo dell’esperienza in azzurro e ha evidenziato la capacità del commissario tecnico di trasmettere calma anche nei momenti complicati.

Nel Cagliari, invece, il rapporto con Fabio Pisacane rappresenta un altro elemento importante. Secondo Maldini, un allenatore deve prima di tutto mettere i propri giocatori nelle condizioni psicologiche migliori: da quella fiducia può nascere un meccanismo capace di migliorare il rendimento collettivo.

Il nome di famiglia continua inevitabilmente ad accompagnarlo. Cesare, Paolo e Daniel rappresentano tre generazioni legate alla maglia azzurra, ma l’attaccante ha spiegato di vivere questa eredità soprattutto come un motivo d’orgoglio. Entrare in ambienti dove sono esposte le immagini del padre e del nonno, ha raccontato, gli procura un’emozione speciale.

Quanto alle aspettative legate al cognome Maldini, il giocatore sostiene di essersi ormai abituato all’attenzione. Preferisce lasciare che siano le prestazioni a parlare e non si dice particolarmente condizionato dai commenti esterni. Del nonno Cesare avrebbe voluto condividere soprattutto le partite e la crescita calcistica, convinto che sul piano umano sapesse già chi fosse diventato.

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