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Malagò verso la Figc: il voto Coni può cambiare tutto

La Giunta nazionale esaminerà il possibile commissariamento della Federcalcio, mentre prende forma l’ipotesi di affidare proprio a Giovanni Malagò la gestione provvisoria.

La decisione potrebbe arrivare con una soluzione destinata a evitare lo scontro aperto: Giovanni Malagò, al centro della controversia sul tesseramento, potrebbe diventare il commissario della Figc che rischia di essere commissariata. La Giunta nazionale del Coni si riunirà alle 13, mentre alle 14 è previsto il Consiglio Nazionale chiamato a esaminare e, se necessario, ratificare il provvedimento.


Un compromesso per evitare la spaccatura

Prima dell’avvio dei lavori, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio incontrerà Malagò. Sul tavolo ci sarebbe una proposta da sottoporre alla Giunta: affidare l’incarico commissariale allo stesso presidente federale, scelto anche per il suo ruolo nel Comitato olimpico internazionale.

L’ipotesi avrebbe l’obiettivo di ridurre le divisioni all’interno dell’organo del Coni. La riunione è considerata particolarmente delicata perché non riguarda soltanto la posizione personale di Malagò, ma anche la continuità della guida del calcio italiano in una fase istituzionale complessa.


Il nodo giuridico resta irrisolto

La contestazione nasce dal requisito del tesseramento, che Malagò non avrebbe posseduto al momento della candidatura e dell’elezione alla presidenza della Figc, ottenuta con circa il 70% dei voti. Il Coni ha fatto esaminare la vicenda da quattro esperti, i cui pareri hanno indicato una possibile irregolarità e sono stati definiti dall’ente particolarmente solidi.

La Figc, invece, ha raccolto cinque pareri di segno diverso: secondo questa ricostruzione, il tesseramento non sarebbe una condizione indispensabile per l’elezione del presidente federale. Inoltre, eventuali ricorsi sarebbero arrivati oltre il termine di sette giorni previsto per contestare il voto. La Giunta dovrà dunque stabilire anche se l’eventuale violazione sia sufficientemente grave da giustificare il commissariamento.

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Pochi voti e molti possibili conflitti

La composizione effettiva dell’organo deliberante è un altro punto sensibile. La Giunta conta 17 componenti, ma il segretario generale Carlo Mornati non partecipa alle votazioni e Malagò dovrà astenersi perché direttamente coinvolto. Restano da chiarire, inoltre, le posizioni di altri membri che potrebbero trovarsi in una situazione di conflitto d’interessi.

Sono state esaminate le situazioni di Diana Bianchedi, vicepresidente del Coni e capodelegazione della Nazionale italiana dal 17 al 30 settembre scorso, Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan, e Francesco Montini, presidente delle Fiamme Oro, gruppo affiliato alla Figc per il calcio a 5. Attenzione anche per Laura Lunetta, Federica Pellegrini, membro del Cio, e Pippo Ricci. Valutata infine la posizione di Buonfiglio, per i rapporti professionali del figlio Marco con soggetti attivi nello sport e nel calcio.


La Serie A respinge il commissariamento

Alla vigilia della riunione, la Lega Serie A ha preso le distanze dall’ipotesi di intervento straordinario. Dopo l’incontro tra le società, l’organizzazione ha ribadito il sostegno a Malagò, candidato proprio dall’area della massima serie, e ha giudicato il commissariamento inopportuno perché potrebbe destabilizzare il movimento.

La Lega ha inoltre richiamato la posizione dell’Uefa e chiesto che venga salvaguardata l’autonomia del calcio italiano. Se la Giunta approverà il provvedimento, la parola passerà al Consiglio Nazionale del Coni, convocato in via straordinaria alle 14 per la ratifica.

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