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Sport 2 min di lettura1 ott

Malagò difende Bianchedi e sfida Abodi: «Intervento sbagliato

Il presidente della Figc sostiene le dimissioni della capodelegazione azzurra e rivendica la propria serenità alla guida della federazione

Giovanni Malagò respinge i dubbi sul proprio futuro alla guida della Figc e difende Diana Bianchedi nel confronto con Andrea Abodi. Il presidente federale rivendica il mandato ricevuto dagli elettori e considera legittima la scelta della dirigente di lasciare l’incarico di capodelegazione della Nazionale.


Malagò: «Resto molto tranquillo»

A margine dell’assemblea di Lega Pro, Malagò ha spiegato di non avere motivi per sentirsi preoccupato rispetto alla permanenza nel suo ruolo. Ha ricordato di operare da volontario, di essere stato eletto e di aver ottenuto il sostegno necessario attraverso il voto.

«Io sono molto tranquillo. Sbaglierò, non lo so: ma non credo», ha dichiarato. Secondo Malagò, proprio il consenso ricevuto e la fiducia degli altri rappresentano le ragioni per affrontare con serenità la situazione.


Il nodo dell’autonomia sportiva

Nel suo intervento, il presidente della Figc ha criticato il coinvolgimento del ministro per lo Sport nelle dinamiche interne agli organi sportivi. A suo giudizio, non si tratta di una questione legata ai rapporti personali tra i protagonisti: il punto centrale sarebbe il rispetto dell’autonomia dello sport.

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Malagò ha sostenuto che il dissenso rispetto all’intervento di Abodi sia ampiamente condiviso. Ha inoltre osservato che non sarebbe la prima volta che il ministro esprime valutazioni su vicende riguardanti il calcio, aggiungendo che, a suo parere, i fatti risultano ormai evidenti.


Bianchedi lascia l’incarico

Diana Bianchedi ha rinunciato al ruolo di capodelegazione dell’Italia dopo le parole di Abodi, che aveva contestato la sua posizione contraria a Mario Buonfiglio sul commissariamento della federazione pesistica. Malagò ha definito comprensibile la decisione della dirigente.

«È una scelta che non posso che condividere», ha affermato, giudicando l’intervento del ministro «non convenzionale, sgrammaticato, fuori luogo». Ha poi riferito che Bianchedi sarebbe stata particolarmente turbata dall’ingresso di Abodi nel merito dei comportamenti tenuti all’interno della giunta, ritenendo quindi impossibile darle torto.

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