Lazio, il primo posto non è un caso: la rivoluzione di Gattuso
Dopo il nono posto dell’ultima stagione, i biancocelesti guidano la Serie A grazie a una svolta mentale e a diversi giocatori rinati sotto la guida del tecnico
«Gran partita», ha detto Kenneth Taylor sorridendo a Dazn dopo il successo sul Parma. Il suo italiano non è ancora impeccabile, ma nei momenti che contano il centrocampista riesce a farsi capire: anche il gol che ha spinto la Lazio in vetta porta la sua firma.
La squadra biancoceleste ha così raccolto un altro risultato positivo e si trova da sola al comando, con 3 punti di margine sull’Inter. Il vantaggio potrebbe ridursi dopo la gara dei nerazzurri contro la Fiorentina, fissata alle 12.30, ma il dato resta sorprendente per una formazione che aveva chiuso lo scorso campionato al nono posto.
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Le intuizioni che hanno cambiato la Lazio
Il lavoro di Rino Gattuso si vede soprattutto nella crescita di elementi che sembravano ai margini. Reda Belahyane, utilizzato con grande cautela nella stagione precedente, è diventato una presenza quasi intoccabile in mezzo al campo.
Anche Mandas ha compiuto un salto importante. Dopo il prestito al Bournemouth, dove aveva ricoperto il ruolo di secondo portiere, è rientrato a Roma per conquistare la maglia da titolare. La Lazio, con appena 5 gol incassati, possiede la difesa meno battuta del torneo.
Il percorso di Taylor è ancora più significativo. A fine luglio un confronto acceso con Gattuso durante un allenamento lo aveva costretto a lasciare il campo e a rientrare negli spogliatoi; oggi è proprio lui ad aver realizzato la rete che vale il primo posto.
Un gruppo tornato a crederci
Nuno Tavares viene indicato tra i terzini più forti d’Europa, mentre Isaksen sta vivendo il suo rendimento migliore da quando veste la maglia laziale. Frattesi ha recuperato entusiasmo e Provstgaard sta trovando quella continuità che finora gli era mancata.
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Sono trasformazioni diverse, ma riconducibili alla stessa gestione tecnica: Gattuso ha puntato su giocatori da recuperare, intuizioni e responsabilità individuali. Il risultato è una squadra che ha ritrovato fiducia e che ora guarda tutti dall’alto.
Il metodo di Gattuso pesa anche fuori campo
Per l’allenatore calabrese la disciplina quotidiana parte da principi semplici. «Per me esistono due regole», ha spiegato: rispetto e puntualità. Gattuso pretende sincerità dai suoi giocatori e preferisce che ammettano un ritardo piuttosto che inventare giustificazioni.
Il tecnico non nega ai calciatori ogni libertà, compreso l’uso del telefono, ma vuole trasparenza e disponibilità al confronto. Durante la settimana cura gli aspetti tattici, mentre sul piano mentale insiste con continuità per ottenere il massimo da ciascun elemento.
La Lazio attesa in alto era quella di Cristian Chivu, non certo quella reduce da un nono posto senza trofei né particolari certezze. Eppure, dopo i primi mesi, i biancocelesti sono la sorpresa più evidente del campionato: il primato è arrivato attraverso una trasformazione collettiva, costruita sulle scelte di Gattuso e sulla rinascita dei suoi giocatori.
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