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Sport 1 min di lettura1 ora fa

Kenia, nuova bufera sul fondo: Jepchirchir sospesa per EPO

La campionessa olimpica e iridata è stata fermata dopo un controllo effettuato prima della maratona di Sydney, poi vinta in 2h18'31".

Il caso Peres Jepchirchir riaccende l'allarme sul doping nell'atletica keniota. La sospensione della maratoneta arriva infatti dopo altri procedimenti che hanno coinvolto protagoniste del fondo del Paese, già da tempo alle prese con numerose vicende legate all'uso di sostanze proibite.

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Il precedente che scuote il Kenya

Nell'autunno del 2024 Ruth Chepngetich aveva stabilito il primato mondiale della maratona femminile correndo in 2h09'56". Quel risultato, che l'aveva resa la prima atleta a infrangere la soglia delle 2h10', è ancora riconosciuto nonostante la successiva squalifica.

Proprio un anno fa l'Athletics Integrity Unit aveva comunicato per Chepngetich una sanzione di tre anni per doping. La vicenda Jepchirchir si inserisce quindi in un quadro già delicato per l'atletica del Kenya, con il settore della maratona nuovamente sotto pressione.


Una carriera ai vertici

Jepchirchir, 33 anni, occupa il nono posto nella graduatoria delle maratonete più rapide di sempre grazie al personale di 2h14'43". Nel suo palmarès figurano anche successi prestigiosi nelle maratone di New York del 2021, Boston del 2022 e Londra del 2024.

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La podista keniota è inoltre campionessa del mondo in carica e ha conquistato l'oro olimpico a Tokyo 2020, manifestazione disputata nel 2021. In passato aveva detenuto anche il record mondiale della mezza maratona, consolidando una posizione di primo piano nel fondo internazionale.


Il controllo prima di Sydney

La positività all'EPO è emersa da un campione raccolto prima della maratona di Sydney. L'esame è stato eseguito in vista della gara che Jepchirchir ha poi vinto il 30 agosto, fermando il cronometro sul tempo di 2h18'31".

L'Athletics Integrity Unit ha reso noto il provvedimento attraverso un comunicato diffuso su X: per la campionessa è scattata una sospensione provvisoria. L'esito apre ora la procedura prevista dalle regole antidoping, mentre la posizione dell'atleta resta legata agli sviluppi dell'iter disciplinare.

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