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Sport 2 min di lettura3 min fa

Juventus, la svolta a Lecce non basta: ora serve continuità

Il successo interrompe un periodo negativo e restituisce fiducia, ma la squadra di Luciano Spalletti deve ancora crescere nella qualità della manovra.

Il valore più immediato del successo di Lecce è soprattutto mentale: la Juventus ha spezzato una serie di risultati negativi e può affrontare i prossimi impegni con meno pressione. Il risultato, però, rappresenta soltanto un primo passo. Per trasformare il sollievo in una vera risalita, i bianconeri dovranno trovare maggiore continuità e un’identità più riconoscibile.

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La fiducia ritrovata non basta

La squadra di Luciano Spalletti aveva bisogno di una risposta dopo un periodo complicato, anche per recuperare sicurezza e ridurre le tensioni legate alla classifica. A Lecce sono arrivati tre punti pesanti, ma il rendimento complessivo non autorizza ancora a considerare superate le difficoltà.

Il tecnico è chiamato a dare seguito a questo risultato con una Juventus capace di produrre gioco, non soltanto di difendere un vantaggio. Una vittoria ottenuta senza brillare può indicare solidità, ma se non viene accompagnata da progressi rischia di restare un episodio isolato.


Gol dai centrocampisti, attacco in ombra

A decidere la partita sono stati Weston McKennie e Douglas Luiz, entrambi a segno nel primo tempo. L’assenza di reti degli attaccanti mette in evidenza una fase offensiva ancora poco incisiva, nella quale la squadra fatica a creare occasioni con regolarità.

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Dopo aver costruito il margine, la Juventus è riuscita a conservarlo senza concedere al Lecce un rientro concreto nella gara. Restano tuttavia alcune lacune: il ritmo è stato spesso basso, la circolazione della palla poco rapida e le iniziative pericolose troppo rare.


Il gioco resta il nodo principale

Il prossimo obiettivo riguarda quindi la costruzione delle azioni. I bianconeri dovranno coinvolgere maggiormente gli attaccanti, aumentare la velocità dei passaggi e trovare soluzioni meno prevedibili quando si avvicinano all’area avversaria.

Il successo esterno interrompe un digiuno di 35 giorni e offre a Spalletti una base da cui ripartire. Per rendere davvero significativo il risultato, però, serviranno altre prestazioni più convincenti: la Juventus deve tornare a vincere con regolarità, senza rinunciare alla qualità del gioco.

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