Juventus, il rimpianto Tresoldi: l’attacco resta senza alternative
La scelta di non aggiungere un altro centravanti riapre il dibattito sulle soluzioni offensive e sull’impiego delle risorse da parte del club bianconero.
Tra le decisioni che possono far discutere nella stagione della Juventus c’è anche quella di non puntare su Nicolò Tresoldi. L’attaccante, valutato tra i 40 e i 50 milioni di euro, avrebbe potuto offrire una soluzione più giovane e sostenibile per un reparto oggi privo di una vera alternativa fisica.
Tresoldi, un’occasione rimasta sul tavolo
Il possibile investimento su Tresoldi avrebbe avuto un peso economico rilevante, ma il suo ingaggio avrebbe richiesto uno stipendio compreso tra i 2 e i 3 milioni di euro. Una cifra considerata più contenuta rispetto ai 5 milioni associati a Kolo Muani.
Per il francese, infatti, l’operazione avrebbe raggiunto circa 50 milioni complessivi, bonus inclusi. Il confronto tra i due profili alimenta quindi le perplessità sulla strategia juventina e sulla capacità di destinare risorse a un talento con prospettive di crescita.
Kolo Muani non colma ogni vuoto
La valutazione economica non è l’unico elemento da considerare. La Juventus avrebbe avuto bisogno soprattutto di un giocatore capace di garantire presenza fisica e maggiore profondità alle opzioni offensive, caratteristiche che avrebbero potuto ampliare le possibilità di Luciano Spalletti.
L’assenza di un’operazione concreta per un centravanti di questo tipo lascia invece il tecnico con un ventaglio più ristretto di soluzioni. Il tema non riguarda soltanto il nome scelto, ma la mancata aggiunta di una risorsa in grado di cambiare volto all’attacco durante le partite.
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Spalletti cerca sostegno per la punta
La scelta tattica di schierare un solo attaccante può offrire una maggiore protezione alla squadra. Con dieci uomini dietro la linea della palla, la Juventus può infatti mantenere una struttura difensiva più compatta, ma il sistema espone la punta a un lavoro particolarmente gravoso.
Il problema emerge quando i trequartisti non riescono a costruire occasioni con continuità. In quel caso il centravanti resta spesso isolato, costretto a misurarsi quasi da solo con la difesa avversaria e a sostenere un peso offensivo che il sistema non sempre riesce a distribuire.
Un reparto senza il terzo centravanti
La società bianconera ha scelto di non acquistare un terzo centravanti, nonostante le difficoltà già emerse nella stagione precedente. Vlahovic, David e Openda sono stati progressivamente accantonati nelle scelte di Spalletti, riducendo ulteriormente le alternative disponibili davanti.
Anche la situazione di Milik ha contribuito a restringere il quadro: il giocatore, ormai considerato fuori dai piani, è rimasto escluso dalle liste per due anni. Senza un rinforzo di peso, la Juventus rischia di avere meno varianti offensive e di dipendere ancora di più dalle soluzioni tattiche del tecnico.
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