9.000Lettori online ora
Sport 3 min di lettura4 ore fa

Juventus, altri 250 milioni: la sfida affidata a Carnevali

Exor prepara una nuova iniezione di capitale, ma il futuro bianconero dipenderà soprattutto dalla qualità delle decisioni sul mercato e dalla continuità del nuovo progetto.

Il vero banco di prova per la Juventus non sarà trovare nuove risorse, ma trasformarle in una squadra competitiva. Mentre Exor si prepara a sostenere ancora il club, la nuova dirigenza dovrà dimostrare di saper evitare gli errori che hanno appesantito i conti e indebolito la rosa.

Il Consiglio di amministrazione bianconero ha approvato il bilancio chiuso al 30 giugno 2026, il nono consecutivo con un risultato negativo: la perdita ammonta a 66 milioni di euro. All'Assemblea dei Soci è stata quindi sottoposta la proposta di un aumento di capitale fino a 250 milioni.


Il denaro non è mai mancato

La parte principale dell'operazione sarà garantita da Exor, che dovrebbe versare almeno 164 milioni. La holding, inoltre, ha dato disponibilità a rilevare le eventuali azioni rimaste senza sottoscrittori: per questo motivo il contributo potrebbe superare la soglia iniziale.

Negli ultimi anni la Juventus ha fatto ricorso quattro volte alla ricapitalizzazione, raccogliendo complessivamente 998 milioni di euro. Di questi, 637 milioni sono arrivati da Exor; con il nuovo intervento, il capitale investito dalla famiglia Agnelli-Elkann nel club negli ultimi sette anni toccherà quota 800 milioni.

L'impegno economico di John Elkann, dunque, non appare in discussione. Durante la sua gestione di Exor ha sostenuto anche la fase dei nove Scudetti consecutivi, appoggiando scelte come l'arrivo di Beppe Marotta nel 2010, l'affidamento della presidenza ad Andrea Agnelli e operazioni eccezionali come quella che portò Cristiano Ronaldo a Torino.


Il mercato ha consumato risorse

Il problema individuato negli ultimi sei anni riguarda piuttosto il modo in cui il denaro è stato impiegato. Le diverse gestioni dirigenziali, da Fabio Paratici a Federico Cherubini, passando per Giovanni Manna, Cristiano Giuntoli e Damien Comolli, hanno portato a investimenti rilevanti per calciatori e stipendi non sempre accompagnati da un rendimento adeguato.

La successione dei cambiamenti ha prodotto una lunga fase di instabilità. Il momento più delicato è stato associato alla gestione Comolli, terminata con la mancata qualificazione alla Champions League e con la necessità di ripartire ancora una volta.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Per la Juventus, quindi, il nuovo aumento di capitale non può limitarsi a coprire le perdite o a finanziare altre operazioni onerose. La priorità sarà indirizzare le risorse verso scelte sostenibili e funzionali al progetto sportivo.


Carnevali deve aprire un ciclo

John Elkann ha scelto una struttura composta da Giovanni Carnevali, Giorgio Chiellini, Frederic Massara e Marco Ottolini, con Luciano Spalletti alla guida tecnica. A questo gruppo è affidato il compito di costruire una fase più stabile, dopo i numerosi ribaltoni degli ultimi anni.

La società punta sulla continuità e chiede ai dirigenti di lavorare con una linea comune. La qualificazione alla prossima Champions League rappresenta uno degli obiettivi centrali, insieme alla necessità di rafforzare l'organico senza disperdere il sostegno finanziario garantito da Exor.

Carnevali ha riassunto l'approccio necessario parlando al Festival dello Sport della Gazzetta: «Vogliamo una squadra competitiva, sappiamo che abbiamo limiti che dobbiamo rispettare. Vediamo come si evolverà il mercato. Mi piacerebbe acquistare tre grandi campioni, ma non si può. Quindi bisogna rinforzare la squadra operando con intelligenza e sfruttando le occasioni».

La nuova Juventus sarà giudicata proprio su questo equilibrio: utilizzare il nuovo capitale senza ripetere gli investimenti rivelatisi inefficaci e dare finalmente continuità alle scelte tecniche e societarie.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere