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Sport 2 min di lettura12 ott

Juve, il caso Kolo Muani divide: a gennaio serve una punta

Dopo il pareggio di Cagliari, Massimo Mauro e Alessio Tacchinardi hanno evidenziato i problemi offensivi e la fragilità della squadra bianconera.

Il pareggio ottenuto dalla Juventus a Cagliari ha riaperto il dibattito sulle ambizioni della squadra e, soprattutto, sulle sue difficoltà negli ultimi metri. Gli ex bianconeri Massimo Mauro e Alessio Tacchinardi, intervenuti a Sport Mediaset, hanno indicato nella fase offensiva uno dei principali limiti del gruppo allenato da Luciano Spalletti.

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Mauro boccia il paragone con Trezeguet

Secondo Mauro, la Juventus costruisce occasioni ma spreca troppo davanti alla porta e continua a concedere gol con eccessiva frequenza. Un rendimento che, a suo giudizio, non è compatibile con la storia e le aspettative di un club chiamato a imporsi in partite come quella disputata in Sardegna.

Nel corso del confronto, Sandro Sabatini aveva accostato Kolo Muani a David Trezeguet, ricordando come anche l’ex centravanti francese potesse restare a lungo fuori dal gioco per poi trovare la rete. Mauro ha respinto con ironia il paragone: «Non bestemmiare Sandro. Non paragonare Kolo Muani a Trezeguet».


Tacchinardi chiede rinforzi immediati

Tacchinardi ha letto il risultato di Cagliari come un’occasione mancata: la Juventus ha avuto il possesso e ha prodotto alcune situazioni favorevoli, ma non ha mostrato la continuità necessaria per completare il salto di qualità. L’ex centrocampista ha inoltre sottolineato che la squadra, ormai da circa un anno, alterna prestazioni capaci di portarla alla vittoria ad altre in cui rischia di perdere contro avversari dello stesso livello.

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Il giudizio su Kolo Muani è stato particolarmente severo. Per Tacchinardi, il francese non può essere lasciato solo al centro dell’attacco e la sua prova, almeno fino alla rete, è stata insufficiente. Woltemade, invece, non viene considerato una prima punta: da qui la richiesta di intervenire nella sessione invernale con l’acquisto di un attaccante.

L’analisi ha coinvolto anche il lavoro di Spalletti, riconosciuto come un allenatore capace di trovare soluzioni per aumentare il rendimento delle proprie squadre. Il problema, però, resta la mancanza di solidità complessiva: la Juventus tiene il pallone e prova a creare, ma non riesce ancora a trasformare questa superiorità in risultati affidabili.

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