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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Juve, il 2-0 che cura la crisi: la svolta arriva dalle due punte

La vittoria sul Lecce non cancella i problemi della squadra, ma offre a Spalletti indicazioni preziose sul piano tattico e qualche segnale di ripresa

La Juventus non è ancora guarita, ma dal Salento torna con una medicina che può aiutare a ritrovare fiducia. Il 2-0 sul Lecce non appartiene alla categoria delle prestazioni memorabili: vale però tre punti pesanti, soprattutto dopo il pareggio con il Rennes e la sconfitta contro la Lazio che aveva riacceso il malessere bianconero.

Sandro Sabatini sottolinea come, in questo momento, Luciano Spalletti possa accontentarsi di una vittoria concreta invece di inseguire una prova spettacolare. La squadra resta convalescente anche dal punto di vista psicologico, ma il risultato ottenuto in trasferta non va né celebrato oltre misura né considerato trascurabile.

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Due punte, una soluzione più concreta

L’indicazione tattica più evidente riguarda l’impiego contemporaneo di Kolo Muani e Woltemade. I due attaccanti non hanno brillato e hanno commesso diversi errori nei passaggi, oltre a cadere più volte nella trappola del fuorigioco, ma hanno dato peso e presenza fisica alla manovra offensiva.

Entrambi hanno lavorato molto, correndo e impegnando la difesa avversaria. Per Sabatini, la coppia dall’inizio garantisce alla Juventus una praticità superiore rispetto allo schieramento con due esterni, almeno fino al rientro di Yildiz. Boga, invece, può diventare una soluzione utile nella seconda parte della gara, quando serve sfruttare la velocità nelle ripartenze.


Gatti guida una difesa a tre

La scelta di proporre una retroguardia composta da tre uomini ha funzionato soprattutto grazie a Gatti, autore di una prova di alto livello. Il difensore ha dato solidità al reparto e ha rappresentato uno dei principali riferimenti della serata bianconera.

Bremer si è concentrato soprattutto sulla guida del reparto, mentre Lucumí ha badato a mantenere la posizione e a controllare gli spazi. Anche la decisione di affiancare alla difesa cinque centrocampisti ha offerto equilibrio, con Kalulu e Cambiaso impegnati sulle corsie laterali: generosi, anche se non sempre precisi.

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Dal centrocampo arrivano segnali

Koopmeiners ha mostrato ulteriori, seppur timidi, segnali di crescita. Il suo processo di ripresa prosegue senza ancora trasformarsi in una prestazione pienamente convincente, ma la continuità delle indicazioni positive rappresenta un elemento da registrare.

Douglas Luiz ha aggiunto al lavoro in mezzo al campo anche la soddisfazione del gol, mentre McKennie ha confermato di meritare la fiducia dell’allenatore. La sua duttilità gli ha permesso di spostarsi sulla destra nella ripresa, dove ha trovato maggiore libertà e ha inciso con efficacia.


Una vittoria utile, non risolutiva

Anche il portiere ha vissuto una partita dai due volti. Vicario ha iniziato con un rinvio sbagliato che lo ha costretto a entrare subito nel ritmo, poi ha trascorso un primo tempo relativamente tranquillo, complici le difficoltà del Lecce. Nella ripresa, invece, il suo lavoro è diventato più impegnativo e stressante.

Il successo, dunque, non dimostra che tutti i problemi siano stati risolti. La Juventus ha ancora bisogno di ritrovare sicurezza e continuità, ma il risultato di Lecce rappresenta un passaggio utile per il percorso di recupero. Spalletti porta a casa una vittoria forse poco elegante, ma certamente più preziosa di una prestazione apprezzabile senza punti.

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