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Sport 3 min di lettura17 ott

Jovetic, retroscena Inter: gli scontri con Icardi e Guarin

Il montenegrino ripercorre infortuni, occasioni mancate e rapporti difficili vissuti tra Firenze, Manchester, Milano e il possibile ritorno in Serie A

Le tensioni con Fredy Guarin e Mauro Icardi sono tra i ricordi più delicati della parentesi di Stevan Jovetic all'Inter. Il montenegrino ha raccontato di aver avuto un confronto acceso con Guarin dopo una gara contro la Lazio e di aver discusso con Icardi durante un allenamento, episodi che a suo giudizio possono accadere in uno spogliatoio.

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Dentro il caos nerazzurro

A Milano, tuttavia, il problema non riguardava soltanto i rapporti personali. Jovetic descrive un ambiente segnato da continui cambiamenti societari e tecnici: nell'arco di due stagioni si alternarono 3 presidenti e 5 allenatori.

Il primo campionato con Roberto Mancini, secondo il suo racconto, fu positivo. La stagione successiva venne invece estromesso dal gruppo senza ricevere una motivazione chiara; con Stefano Pioli non arrivò alcuna spiegazione, mentre il rapporto con Frank de Boer viene liquidato senza approfondimenti. Luciano Spalletti provò a coinvolgerlo e gli chiese di aspettare, ma l'attaccante non accettò di restare ai margini perché voleva scendere in campo.


Il peso degli infortuni

La lunga serie di problemi fisici ha condizionato soprattutto il periodo al Manchester City. Jovetic ha spiegato che, prima delle partite, il timore di un nuovo stop finiva per prendere il sopravvento: ogni accelerazione senza dolore diventava una piccola liberazione.

Il bilancio da lui ricordato è di 45 infortuni. Nonostante questo, il montenegrino sostiene di non aver mai pensato al ritiro, a differenza di alcuni compagni che dopo 2 o 3 ricadute avevano valutato di smettere. «Sono orgoglioso di me stesso», ha affermato, convinto che senza quei problemi avrebbe potuto raggiungere traguardi ancora più importanti.


Firenze tra scelte e rimpianti

Il legame con la Fiorentina resta centrale nel percorso italiano di Jovetic. Pantaleo Corvino riuscì a portarlo a Firenze superando la concorrenza di diversi club, compresa la Juventus: il giocatore ha ricordato di aver rifiutato i bianconeri anche in un secondo momento, perché non avrebbe voluto tradire la fiducia della società viola.

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L'Inter si era interessata a lui già da giovane, arrivando a contattare la famiglia in un parcheggio dopo un torneo concluso con il premio di miglior giocatore. Quell'approccio non portò a un accordo e le strade si incrociarono soltanto dieci anni più tardi.


Il Real Madrid e l'ultima occasione

Dopo la seconda stagione a Firenze, Jovetic scelse di non accettare la proposta del Real Madrid. Pensava di poter rimandare quella possibilità e di arrivarci in seguito, ma appena dieci giorni più tardi la rottura del legamento crociato gli fece perdere un'intera annata, dando inizio a una fase molto complicata della carriera.

A Firenze, nel frattempo, il rapporto con Vincenzo Montella si incrinò anche per la decisione dell'attaccante di partire a fine stagione. L'allenatore gli tolse la fascia da capitano; Jovetic ha sostenuto che avrebbe preferito mantenerla fino all'ultimo impegno.


Il ritorno sfumato in Italia

Un nuovo tentativo di riportarlo nel nostro campionato è arrivato durante l'estate. Corvino, allora coinvolto nel progetto del Lecce, era vicino a definire l'operazione e Jovetic considerava con interesse l'idea di tornare in Serie A.

Il calciatore aveva visitato lo stadio e le strutture del club, ma l'uscita di Corvino dall'organizzazione bloccò la trattativa. Oggi, a 37 anni il prossimo 2 novembre, Jovetic gioca nell'AEL Limassol, a Cipro, mentre resta il rammarico per un rientro in Italia che sembrava ormai possibile.

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