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Sport 3 min di lettura2 ore fa

Joao Mario, il sorpasso che lo riporta in panchina a Firenze

Il portoghese ha perso spazio dopo il cambio in panchina e ora vede complicarsi il futuro, proprio come accaduto alla Juventus.

A Firenze Joao Mario è già finito ai margini, nonostante un avvio incoraggiante. Il cambio di allenatore ha modificato le gerarchie e Alex Jimenez si è imposto come titolare sulla fascia destra, lasciando il portoghese con un ruolo secondario.

La situazione si è aggravata nell’ultima gara a San Siro: entrato all’81° minuto da esterno sinistro, Joao Mario è rimasto coinvolto nell’azione del pareggio di Marcus Thuram, non leggendo l’inserimento di Andy Diouf. Per la Fiorentina, inoltre, resta il problema di una difesa che ha già incassato 19 gol in 8 partite, il peggior rendimento dell’intera Serie A.

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Il cambio in panchina ha deciso tutto

Con Fabio Grosso, Joao Mario aveva trovato spazio nelle prime giornate. Il terzino era partito dall’inizio contro la Roma, all’esordio, e contro il Torino; in altre due occasioni, contro il Frosinone e il Benevento in Coppa Italia, era invece entrato a gara in corso.

La prestazione più significativa era arrivata il 14 agosto contro la Roma. In quella partita il portoghese aveva servito l’assist per il gol di Moise Kean, guadagnandosi l’attenzione dell’ambiente e alimentando l’idea di poter diventare una pedina importante nel nuovo progetto viola.

L’esonero di Grosso ha però cambiato il suo percorso. Con l’arrivo di Vanoli, Joao Mario ha perso progressivamente terreno fino a essere scavalcato da Jimenez, che nelle ultime settimane ha consolidato la propria posizione.


Quattro panchine senza ingresso

Contro Venezia, Napoli, Genoa e Como Joao Mario è rimasto seduto in panchina senza essere utilizzato. La sequenza delle esclusioni fotografa una gerarchia ormai definita: Vanoli non lo considera una prima scelta e preferisce affidarsi a Jimenez per la fascia.

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L’impiego a San Siro non ha invertito la tendenza. Il portoghese è stato schierato in una posizione diversa da quella abituale e ha avuto poco tempo per incidere, finendo però associato all’azione che ha permesso a Thuram di trovare il gol del pareggio.


Alla Juventus era già successo

La vicenda ricorda da vicino quanto accaduto nella precedente esperienza alla Juventus. Joao Mario era arrivato a Torino nel luglio 2025, all’interno dell’operazione che aveva portato Alberto Costa al Porto, e con Igor Tudor aveva disputato tutte le prime cinque partite di campionato.

Dopo l’addio dell’allenatore croato e l’arrivo di Luciano Spalletti, il suo minutaggio era diminuito. A gennaio aveva quindi accettato il trasferimento al Bologna, dove aveva giocato con maggiore continuità e offerto alcune prove positive, senza tuttavia convincere il club emiliano a rilevarne il cartellino a titolo definitivo.


Il futuro resta senza certezze

La Fiorentina era stata scelta proprio per rilanciarsi e per inserirsi in un progetto considerato più adatto alle sue caratteristiche offensive. L’accordo con la Juventus prevede un prestito oneroso da 1,8 milioni di euro e un diritto di riscatto fissato a 9,5 milioni.

A poche settimane dall’inizio della nuova avventura, però, le prospettive sono cambiate. Joao Mario dovrà ora riconquistare spazio in una squadra che cerca di rendere più solida la propria difesa, mentre l’avvicinarsi di gennaio apre nuovi interrogativi sulla sua permanenza a Firenze.

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