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Sport 3 min di lettura24 set

Italiano svela il colpo Juventus: Vlahovic e Miretti gli hanno cambiato il Besiktas

L’allenatore italiano racconta l’approdo in Turchia, il rimpianto per la Serie A e il rapporto speciale con due ex bianconeri: per lui Vlahovic resta il riferimento più alto.

Tra i giocatori che gli hanno lasciato l’impressione più forte, Vincenzo Italiano mette in cima Dusan Vlahovic. L’allenatore del Besiktas ha spiegato di averne apprezzato il valore già ai tempi della Fiorentina e lo considera ancora il punto più alto della sua esperienza in panchina.


Vlahovic, il riferimento più alto

Nel ricordare gli anni a Firenze, Italiano ha detto che con l’attaccante serbo il rendimento fu straordinario: 20 partite e 20 goal in quella stagione, con la sensazione che si potesse fare ancora meglio se non ci fosse stata la separazione. Ha aggiunto che, dopo di lui, gli sono capitati centravanti validi ma non dello stesso livello.

Il tecnico ha anche spiegato che oggi Vlahovic, se rimesso nelle condizioni giuste, può tornare sui livelli di qualche anno fa. Al momento, ha ricordato, il serbo ha già raccolto 4 partite e 5 goal in campionato, ma per Italiano c’è ancora margine di crescita e il suo peso nel calcio europeo resta intatto.


La scelta di andare in Turchia

Italiano ha raccontato di essere stato vicino a un club italiano prima del Besiktas, senza però rivelarne il nome. Prima dell’accordo con la società turca ci sono stati anche contatti importanti in Europa, compreso un confronto definito molto utile con i dirigenti del Benfica.

Secondo il tecnico, proprio quel passaggio lo ha aiutato a guardare con più apertura a un’esperienza fuori dall’Italia. Ha spiegato che, poco dopo, è arrivata la proposta del Besiktas e che a quel punto ha deciso di accettare un progetto che fino a pochi mesi prima non avrebbe immaginato di intraprendere. Il suo obiettivo, ha ricordato, sarebbe stato restare in Serie A e provare a raggiungere traguardi importanti, ma la strada ha preso un’altra direzione.


Il sogno Scudetto resta intatto

Alla domanda su quale squadra italiana gli piacerebbe allenare, Italiano non ha voluto indicare un club preciso. Ha preferito tornare al suo obiettivo di sempre: vincere lo Scudetto.

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Ha definito quel traguardo un sogno coltivato fin da ragazzo e ha chiarito di non aver smesso di crederci. Il desiderio, ha spiegato, è provare a realizzarlo prima di chiudere la carriera.


Miretti, un innesto che ha convinto subito

Parlando di Fabio Miretti, l’allenatore ha raccontato che il centrocampista ha inciso immediatamente nell’ultima partita, entrando nella ripresa e cambiando la gara. Dopo un infortunio che lo aveva tenuto fermo per due settimane, si è ripresentato in buone condizioni e, a suo giudizio, ha offerto una prova superiore alle attese.

Italiano ha insistito molto per averlo a disposizione, anche perché il Besiktas deve rispettare il requisito di quattro Under 23 e Miretti, con le sue 100 partite in Serie A, era il profilo utile per completare la rosa. Ha detto di aver spinto con decisione per portarlo in Turchia, convinto dal talento del giocatore e dalla possibilità che in maglia bianconera fosse rimasto un po’ chiuso.


I contatti sfumati e gli altri nomi

Sul fronte mercato, il tecnico ha confermato che il Besiktas aveva valutato anche Jhon Lucumí, ma l’idea è stata poi accantonata perché il difensore disponeva di offerte importanti. Alla fine il club ha scelto di restare con l’assetto già previsto, inserendo comunque un giovane in più.

Riguardo a Poku e Njie, Italiano ha chiarito che il Besiktas gli aveva proposto anche Njie, ma la scelta finale è ricaduta su Poku. Di Njie ha parlato come di un prospetto interessante, destinato a crescere bene nei prossimi anni, aggiungendo che la Fiorentina, con quell’operazione, ha comunque fatto un buon affare.

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