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Sport 2 min di lettura5 giorni fa

Italia, notte da dimenticare: Donnarumma salva, il resto crolla

I nuovi azzurri mostrano qualche spunto, ma la prova contro il Belgio lascia soprattutto dubbi: il portiere evita un passivo più pesante.

Doumbia e Zoma hanno avuto soltanto pochi minuti per mostrarsi, regalando rispettivamente qualche appoggio ordinato e alcune accelerazioni. Troppo poco, però, per cambiare il giudizio su una serata chiusa tra fischi e disagio: questa Italia è sembrata priva di identità e ancora lontana da un livello accettabile.


I cambi non raddrizzano la partita

La girandola delle sostituzioni è cominciata dopo 65 minuti, ma non ha prodotto la reazione attesa. Maldini ha preso il posto di Pio Esposito, con Kean riportato al centro dell’attacco: l’esperimento è durato pochissimo, perché Lukebakio ha firmato il secondo gol del Belgio, dopo avere già fatto male al Milan con la maglia del Benfica.

Scalvini è subentrato a Coppola senza riuscire a dare maggiore solidità. Nel finale, anzi, l’atalantino ha fallito un’occasione clamorosa a un passo dalla porta. Frattesi, richiesto a gran voce dagli spalti, non ha trovato spazio per incidere ed è rimasto coinvolto nella confusione generale che aveva accompagnato l’uscita di Romano.


Un portiere tiene in piedi tutto

Il risultato avrebbe potuto assumere proporzioni molto più pesanti senza Donnarumma. Il numero 1 azzurro ha respinto una serie di conclusioni e ha mantenuto in partita una squadra che, soprattutto all’inizio, non riusciva a proteggere la propria area.

Se l’intervallo è arrivato con una sola rete di distanza, il merito è stato quasi interamente del portiere. Di Lorenzo è andato in difficoltà contro gli avversari, in particolare davanti a Godts, autore dell’1-0; sul gol si sono fatti sorprendere anche Mancini e Coppola, caduti insieme sulle finte del belga.

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Davanti qualche segnale resiste

Calafiori ha offerto una prestazione più convincente sulla corsia mancina, facendosi vedere anche quando l’azione si sviluppava più avanti. In mezzo al campo Barella è apparso leggermente più dinamico di Tonali, ma nessuno dei due ha raggiunto una condizione realmente soddisfacente.

Romano è stato invece il volto più fragile della prima mezz’ora. Alla sua prima presenza, il centrocampista ha mostrato incertezza sia nel possesso sia nei movimenti senza palla, soffrendo anche il confronto con un De Bruyne apparso brillante e aggressivo. L’attaccante non ha funzionato soltanto a tratti: Kean ha lavorato bene anche largo a destra, Pio Esposito è cresciuto dopo un avvio complicato e Cambiaghi ha garantito corsa e sacrificio a sinistra.


Una ripresa appena diversa

Dopo un primo tempo dominato dal Belgio, l’Italia ha provato a risalire nella ripresa. Alcuni episodi nell’area avversaria avrebbero potuto riaprire la gara, ma è mancata la qualità necessaria per trasformare quelle situazioni in una spinta realmente continua.

Il miglioramento, dunque, è rimasto soltanto accennato. La squadra ha mostrato qualche iniziativa in più, senza però cancellare la sensazione di una formazione ancora da costruire: il Belgio ha controllato a lungo e il pubblico ha accompagnato il fischio finale con una contestazione sonora.

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