Inter, tre punti in dieci: Carlos Augusto trascina, Bastoni crolla
L’espulsione di Bastoni complica la sfida con lo Shakhtar, ma Martínez salva il risultato e Carlos Augusto firma il gol decisivo.
L’Inter conquista la prima vittoria nella fase a gironi della Champions League 2026/2027 superando lo Shakhtar Donetsk nonostante abbia giocato in inferiorità numerica per oltre mezz’ora. La squadra di Chivu soffre dopo il doppio giallo rimediato da Bastoni, ma resiste grazie alle parate di Josep Martínez e trova nel rendimento di Carlos Augusto la chiave per portare a casa i tre punti.
Martínez e Carlos Augusto decisivi
Josep Martínez è il migliore tra i nerazzurri con 7,5. Il portiere controlla senza affanni le conclusioni più gestibili, poi diventa protagonista nel finale del primo tempo neutralizzando il colpo di testa di Bondar. Nella ripresa compie due interventi di grande livello su Newerton e Matvienko, mantenendo il vantaggio dell’Inter.
Carlos Augusto riceve 8 e conferma di poter incidere in più zone del campo. Da difensore centrale di sinistra svolge il compito con attenzione, ma quando Dimarco lascia il terreno di gioco avanza sulla fascia e cambia passo alla partita. Difende, accompagna l’azione e segna ancora: il suo gol arriva dopo il passaggio preciso di Mkhitaryan.
Bastoni lascia l’Inter in affanno
La serata di Bastoni è da 4,5. Il ritorno in una posizione già associata a una precedente prestazione negativa non porta il riscatto sperato: il lavoro tattico è discreto, ma due ammonizioni raccolte nell’arco di appena due minuti consegnano allo Shakhtar un vantaggio numerico inatteso.
Akanji chiude con 5,5: viene superato più volte sul piano della velocità e commette errori insoliti nella costruzione dalle retrovie. Spence, alla prima da titolare, prende 5: appare prudente, raramente cerca la giocata in avanti e viene sostituito al 59’. Diouf, entrato al suo posto, merita 6 perché porta energia, anche se l’espulsione di Bastoni lo obbliga presto a occuparsi soprattutto della fase difensiva.
I cambi permettono di resistere
Barella ottiene 6. La precisione non è sempre quella migliore, ma la sua intensità cresce nel momento più delicato e aiuta l’Inter a ridurre gli effetti dell’inferiorità numerica. Calhanoglu prende 5: arriva spesso in ritardo nelle pressioni e nelle coperture, mentre Zielinski, subentrato, riceve 6 per una gestione semplice ma più ordinata.
Sucic viene valutato 5,5. Corre molto, non sempre con efficacia, sbaglia alcune uscite in pressione e si fa ammonire in una fase già complicata, costringendo Chivu a sostituirlo. Luis Henrique, in campo dal 73’, chiude da terzino dopo aver iniziato la carriera offensiva: voto 6, con qualche incertezza legata all’adattamento.
Thuram cresce nel momento chiave
Dimarco non va oltre il 5,5: la condizione fisica non è ancora ottimale e cala già dopo il ventesimo minuto, mentre anche cross, passaggi e calci piazzati risultano meno precisi del solito. Bisseck, entrato al 59’, prende 6,5 grazie alla forza fisica e all’energia messa in campo fino al recupero.
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Bonny merita 6. La convivenza con Thuram non è sempre fluida, ma riesce comunque a rendersi pericoloso quando riceve palloni giocabili. Thuram è da 7: dopo un buon avvio rallenta quando l’Inter fatica a costruire, poi reagisce all’espulsione di Bastoni e aumenta la spinta offensiva. Il passaggio per Mkhitaryan avrebbe meritato un esito migliore.
Mkhitaryan, in campo dal 75’, riceve 6,5. La sua esperienza aiuta a gestire il vantaggio: rallenta il ritmo, conserva il possesso e serve a Carlos Augusto il pallone dell’1-0. Gli manca soltanto maggiore freddezza nell’occasione costruita da Thuram.
Chivu rimedia con le sostituzioni
Chivu chiude con 6. La formazione iniziale non convince del tutto e l’Inter resta lontana sia dalla versione immaginata dall’allenatore sia da quella richiesta dopo la gara contro il Bruges. Il tecnico, però, legge meglio l’evoluzione della partita e trova dalla panchina le risorse per difendere il risultato.
Tra gli avversari, Riznyk merita 6,5 per le risposte su Thuram e Bonny, mentre non può fare nulla nell’azione conclusa da Carlos Augusto. Vinícius Tobias, anch’egli da 6,5, trova spesso spazio accentrandosi e costringe Sucic a lunghe corse verso la propria porta.
Bondar riceve 5,5: concede poco dal suo lato e si fa apprezzare nel gioco aereo, oltre a sfiorare il gol con il colpo di testa che impegna Martínez. Matviyenko è da 6: le principali iniziative nerazzurre arrivano dalla sua zona, anche se con il passare dei minuti riesce a contenere meglio Bonny e Thuram e va vicino al pareggio.
Pedro Henrique prende 5,5, soprattutto per la scarsa partecipazione alla manovra offensiva. Ocheretko, dello stesso voto, paga invece alcune imprecisioni iniziali, compresa la perdita di due palloni che permettono all’Inter di rendersi subito pericolosa, oltre a un’occasione da rete sprecata.
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