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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Inter stanca, il Milan vince il derby e scopre i limiti

Quarta sconfitta consecutiva nella stracittadina e segnali preoccupanti tra stanchezza, approccio errato e difficoltà nella gestione della gara.

Il Milan ha battuto l'Inter nel derby di San Siro, mettendo in evidenza le difficoltà fisiche, tattiche e mentali della squadra di Cristian Chivu. Per i nerazzurri è la quarta sconfitta consecutiva nella stracittadina e l'ottava partita senza vittorie.

Il risultato pesa meno della prestazione offerta dall'Inter, apparsa incapace di reagire fin dall'inizio e costretta ancora una volta a inseguire. Prima della sosta restano altri due impegni probanti, ma la squadra dovrà ritrovare energie e convinzione.

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Le energie ormai ridotte

Nel derby il Milan è sembrato più reattivo per larghi tratti, pur arrivando alla partita con lo stesso numero di gare disputate. Dall'altra parte, diversi elementi nerazzurri hanno mostrato segnali evidenti di affaticamento, una condizione che ha limitato intensità e lucidità.

A complicare le scelte di Chivu sono state anche le indisponibilità legate all'influenza. Bonny, come ha spiegato Barella, aveva raggiunto i 39 gradi di febbre nei giorni precedenti e ha iniziato dalla panchina, entrando soltanto nel finale. Anche Pio Esposito non era al meglio e il suo ingresso è arrivato quando la partita era ormai compromessa.


Gli errori nei primi minuti

La componente atletica non basta però a spiegare la sconfitta. L'Inter ha cominciato male, come già accaduto contro Bologna, Fiorentina e Venezia, e gli episodi che hanno portato ai primi due gol del Milan sono stati segnati soprattutto da disattenzioni.

Bisseck è rimasto indeciso tra Pulisic e Ramos, mentre Barella ha perso Rabiot sull'azione da calcio d'angolo di Moreira. A fine gara, parlando a DAZN, lo stesso centrocampista ha indicato nell'avvio uno dei problemi principali: «Non puoi andare sempre sotto e dover recuperare».

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Il piano di Chivu

Barella ha escluso che il risultato dipendesse soltanto dal modulo, ma il 3-4-2-1 ibrido scelto da Chivu ha comunque creato qualche incertezza. Diouf e Sucic hanno faticato a trovare le posizioni, mentre Thuram è rimasto spesso isolato in avanti.

Anche la linea difensiva ha concesso spazi, compresi alcuni tagli di Rabiot alle spalle dei difensori che il Milan non ha sfruttato pienamente. L'Inter, inoltre, non è riuscita a controllare il ritmo: il Milan ha palleggiato, rallentato il gioco e gestito le fasi in cui la stanchezza si faceva sentire.


Cambi tardivi e poca reazione

Le sostituzioni non hanno modificato l'andamento della partita. Bonny, Pio Esposito e Dimarco sono entrati soltanto quando la situazione era già molto difficile, anche se le condizioni fisiche dei primi due spiegano almeno in parte la prudenza dell'allenatore.

Il problema riguarda anche la tenuta mentale. Chivu aveva chiesto alla vigilia maggiore aggressività, più attenzione nei contrasti e la disponibilità a fare lavoro sporco in copertura. L'appello non ha prodotto la risposta attesa.

Barella, in conferenza stampa, ha parlato di un atteggiamento insufficiente dall'inizio della stagione e ha invitato il gruppo a confrontarsi. «Il derby era importante per noi, volevamo dimostrare più di quanto fatto», ha detto il centrocampista. Ora Chivu dovrà recuperare la condizione fisica e la partecipazione mentale della squadra prima dei prossimi due appuntamenti precedenti alla sosta.

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