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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Inter, Marelli contesta il gol dello 0-1 a Venezia

L’esperto arbitrale giudica irregolare il contatto tra Carlos Augusto e Sohm, ignorato dall’arbitro e dal VAR

Il gol dello 0-1 dell’Inter contro il Venezia, nato da un’autorete, sarebbe dovuto essere annullato. Luca Marelli ha giudicato falloso il contrasto tra Carlos Augusto e Sohm che ha preceduto la rete nerazzurra.

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Il fallo prima del gol

Secondo l’analisi dell’esperto arbitrale di DAZN, Carlos Augusto non ha giocato il pallone ma ha colpito il polpaccio dell’avversario, arrivando poi a contatto con il corpo di Sohm. L’intervento ha impedito al giocatore del Venezia di contendere la palla a Barella e ha dato origine all’azione del vantaggio dell’Inter.

Marelli ha osservato che il contatto era visibile anche per l’arbitro Pairetto, che si trovava in una posizione utile per valutarlo. «Il VAR è nato per evitare proprio errori di questo genere», ha detto, sostenendo che sarebbe servita una revisione al monitor, con conseguente calcio di punizione per il Venezia e cartellino giallo per Carlos Augusto.


I contatti nelle due aree

Al 15’ Helgason aveva toccato con la pianta del piede quello destro di Sučić nell’area del Venezia. Marelli ha definito il contatto molto lieve, spiegando che le immagini successive mostravano appena un passaggio dei tacchetti sul piede del giocatore dell’Inter. Per questo, a suo giudizio, la decisione di lasciar proseguire il gioco era corretta e non c’erano i presupposti per un intervento del VAR.

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Otto minuti più tardi il Venezia aveva protestato per un contatto tra Bisseck e Lauberbach. In questo caso l’intensità era maggiore, ma l’attaccante avrebbe accentuato l’entità dell’azione. L’esperto ha quindi condiviso sia la scelta presa sul campo sia il mancato richiamo dell’arbitro, ritenendo l’episodio non sufficiente per assegnare un rigore.


La posizione di Lauberbach

Marelli ha poi chiarito il motivo dell’annullamento del gol segnato da Lauberbach. Non si è trattato di un fuorigioco con il braccio, come era stato ipotizzato, bensì di una posizione irregolare rilevata all’altezza della spalla.

La differenza riguarda il punto dal quale viene considerato il fuorigioco: la parte superiore del braccio può essere utilizzata per colpire il pallone, mentre la spalla non è considerata un tocco di mano. L’assistente, secondo Marelli, non aveva responsabilità perché si trattava di un fuorigioco millimetrico, impossibile da individuare con certezza in tempo reale.

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