Inter, il dettaglio che frenò Gerrard: «Ero fedele alla mia tuta»
L’ex capitano del Liverpool racconta perché scelse di restare in Inghilterra nonostante l’interesse di Inter, Real Madrid e Bayern Monaco.
Steven Gerrard non ha mai rimpianto la decisione di restare legato al Liverpool, anche quando sul suo conto si mossero alcune delle principali squadre europee. A spingerlo lontano dall’Inter, però, non furono motivi tecnici o economici: a pesare fu soprattutto la distanza tra il suo stile di vita e quello dei calciatori all’estero.
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La tuta diventò un ostacolo
L’ex centrocampista inglese ha spiegato che il calcio internazionale gli sembrava legato anche a un’immagine molto curata, fatta di abiti eleganti, cambi di look e attenzione all’aspetto personale. Un ambiente nel quale non si riconosceva pienamente, soprattutto per le sue abitudini semplici e profondamente radicate nella quotidianità inglese.
«È questo che mi ha fatto passare la voglia di andare all’Inter. Io invece sono lì con la mia tuta da ginnastica e le mie Adidas Superstar», ha raccontato Gerrard, ricordando il contrasto tra il proprio modo di essere e quello dei giocatori abituati a trasferirsi all’estero. Secondo l’ex capitano del Liverpool, molti cambiano completamente immagine dopo poche settimane lontano dal Paese d’origine.
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Mourinho e i contatti mancati
L’interesse dell’Inter arrivò quando José Mourinho sedeva sulla panchina nerazzurra. Nello stesso periodo, anche il Real Madrid valutò la possibilità di portare Gerrard in Spagna, mentre il Bayern Monaco entrò nel quadro più avanti, quando il centrocampista inglese era ormai nella parte finale della carriera.
Il club tedesco prese informazioni nel 2015, in vista dell’addio di Bastian Schweinsteiger. Gerrard ha ricordato inoltre che ci furono contatti tra il suo agente e diversi club, ma nessuna di quelle possibilità si trasformò in un trasferimento. Tra le società interessate, ha citato l’Inter, il Real Madrid in due occasioni e il Bayern Monaco.
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